Sicurezza
Ai comuni montani 78 mila euro in meno
Il decreto ministeriale sulla spending review penalizza soprattutto le realtà più piccole
MARCELLO. La montagna pistoiese continua a perdere economia. La grande industria l'ha abbandonata. Molti servizi sono stati ridotti, si stanno riducendo, vedi servizi postali. Ora sta per concludersi anche la vicenda della Comunità Montana. Tanto per rammentare che cosa significhi sul piano economico c'è da ricordare che la Comunità Montana aveva un movimento di bilancio di 10-12 milioni di euro l'anno e effettuava pagamenti per 7-8 milioni. Ma pare che le bocce ancora non siano ferme perché ora ci si mette anche l'azione del governo con la spending review. Agli inizi del mese di giugno il governo aveva rassicurato i piccoli comuni, quelli sotto cinquemila abitanti, che l'introito Imu sarebbe stato superiore a quello che ricevevano con l'Ici. Dopo giugno invece le cose sono cambiate e l'introito Imu, ha comunicato il governo, non sarebbe stato in grado di coprire le precedenti entrate comunali. E ora come stanno le cose?
Non bene per i piccoli comuni, mentre per quelli sopra i cinquemila abitanti, come San Marcello, relativamente meglio. La spending Review colpisce decisamente l'economia e i bilanci dei piccoli comuni. Dal decreto ministeriale del mese di ottobre si rileva che al comune di Abetone saranno tolti 20.910 euro, a quello di Cutigliano 13.519 mentre a Piteglio 20.028 euro. A San Marcello, invece saranno tolti 23.122 euro dal capitolo spese, ma con l'obbligo di investire questa somma per la diminuzione del debito contratto dal comune sotto forma di mutui. In sostanza per San Marcello questo non costituisce una vera e propria penalizzazione perché, dice Barbara Cecchini responsabile del servizio economico-finanziario, «già avevamo previsto in uscita in bilancio le somme per il pagamento dei mutui contratti dal comune e quindi questa nuova imposizione non comporta grossi problemi. Ma non sappiamo cosa potrà accadere nel 2013 e 2014 anni per i quali il governo ha previsto una riduzione di oltre duemila miliardi per ogni anno, per un totale di oltre quattromila anni nel biennio. Ricordo che la riduzione prevista per il 2012 era di 500 milioni». A questo punto i piccoli comuni sono ad un bivio. O accerteranno maggiori entrate in sede di stesura dell'assestamento di bilancio o dovranno scaricare le minori entrate sui servizi resi ai cittadini. Cioè dovranno spendere di meno per andare incontro alle necessità degli amministrati: scuola, assistenza sociale, lavori pubblici e altro».
Sauro Romagnani
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