Proteste
«Servizi unificati sì, i Comuni no»
Volantini affissi in tutto Cutigliano da un gruppo di cittadini contrari al progetto
CUTIGLIANO. «Il Comune unico, se verrà realizzato, sarà un disastro annunciato e voluto».
Così inizia il documento redatto da un gruppo di cittadini cutiglianesi (o contribuenti, come hanno preferito firmarsi) contrari al Comune unico e affisso da due giorni nelle bacheche del paese.
«Abbiamo letto sui quotidiani locali commenti, previsioni, dichiarazioni pro e contro il progetto di un Comune unico Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello – si legge – In un articolo del 23 ottobre 2010 si parlò anche di “una amministrazione al posto di tre”, una chissà perché dimenticata. Poi è arrivata la notizia della costituzione di un comitato di cittadini che si è assunto l’onere di affrontare la questione. Alcuni membri sono conosciuti a Cutigliano e fanno già parte di amministrazioni locali, pertanto meritano tutto il rispetto per il loro impegno. Ma ci sono in buona parte della popolazione di Cutigliano e delle frazioni molti dubbi ed una corretta avversione per il progetto di Comune unico, visto il fallimento verificatosi in altre parti della Toscana e che il problema non viene preso in nessuna considerazione nei vicini comuni appenninici dell’Emilia. Per non parlare di province come Torino, dove ci sono 315 comuni, Cuneo con 250, Bergamo con 244,Trento con 217, Brescia con 206, o della Francia, dove si contano 36.781 comuni».
«Altri dubbi – prosegue lo scritto – insorgono sui decantati miglioramenti, maggiori finanziamenti e aumento di importanza legati al Comune unico, considerate anche la fine ingloriosa che ha fatto l’Associazione intercomunale e la recente cancellazione della Comunità Montana dopo appena 34 anni di vita e lo strascico di problemi di cui tutti siamo a conoscenza . Non crediamo affatto che chi è contrario al Comune unico lo faccia per tenersi la poltrona di amministratore comunale. È il caso infine di ricordare le esperienze del passato nella gestione di servizi unificati o consorziati. Sarebbe auspicabile semmai tornare in questa direzione unificando alcuni servizi compatibili con il territorio e la popolazione. È infelice pensare alla cancellazione di anni, secoli di storia, tradizioni, usanze, costumi che hanno caratterizzato la vita dei nostri comuni».
«Ciò premesso – conclude lo scritto affisso in paese dal gruppo di cittadini – ogni decisione dovrà essere convalidata da un referendum popolare così come previsto dalle leggi vigenti».(e.v.)
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