Sicurezza
«Salma riesumata, nessuno ci ha avvertito»
Protesta una famiglia, l’assessore si scusa: «Il rapporto coi parenti dei defunti deve essere basilare»
PISTOIA. Non succederà più che vengano rimossi i resti di un defunto senza che la famiglia sia informata per tempo. Lo garantisce l’assessore Mario Tuci che risponde ad una famiglia che aveva segnalato lo spiacevolissimo disguido, di cui ora l’assessore si accerterà.
«Intanto mi scuso con la famiglia, ma posso assicurare cone alla ditta che ha vinto il nuovo appalto per i servizi cimiterliali porremo come priorità il rispetto dei parenti dei defunti e l’immediatezza di tutte le segnalazioni dovute».
«Voglio segnalare un fatto increscioso – scrive Valeria Cacciapuoti – denotante incuria inqualificabile, che, purtroppo, come la cronaca recente riferisce, non rappresenta un episodio isolato. Venerdì 26 ottobre , intorno alle 16,30, mi sono recata al cimitero della Vergine, per visitare la tomba di mio padre, deceduto il 27 marzo 1999, ed inumato in quel cimitero. Premetto che attendevo, già da qualche anno, di essere avvertita della data in cui sarebbe avvenuta l’esumazione per poter dare disposizioni sulla destinazione dei resti, dato che avevo, a suo tempo, presentato la necessaria richiesta, in data 30 marzo 2009, protocollo 765, con pagamento dei relativi diritti, di € 140,00. Appena entrata nel cimitero, trattandosi del quadrato immediatamente a destra del cancello d’ingresso, ho notato che la tomba non c’era, come pure parecchie altre vicine».
Alla richiesta di spiegazioni, aggiunge la lettrice, le è stato risposto che era stata seguita la prassi regolare: «rimozione delle tombe nella zona da liberare, per poi, successivamente, decidere quando procedere all’esumazione. La data, al momento, non era precisabile, sarebbe dipeso dall’ordine delle varie priorità. Infine mi è stato detto che potevo essere tranquilla: i resti erano al loro posto (!) e al momento opportuno sarei stata contattata , visto che lo avevo richiesto. Se fino a quel momento ero solo allarmata e ansiosa, a quel punto ero veramente incollerita. Così dall’ufficio hanno controllato che io avessi effettivamente “le carte in regola” per reclamare, e quindi mi è stato proposto di fissare la data per procedere all’esumazione, che abbiamo concordato per la mattina del giorno successivo, come poi è avvenuto». La lettrice chiede al Comune se è regolare un simile modo di procedere: «Se fosse quella descritta la procedura abituale, mi chiedo e le chiedo se non sia il caso di intervenire».
Ieri l’assessore Tuci ha preso copia della lettera: si informerà dei dettagli e contatterà la lettrice. Intanto la questione diventerà una priorità nel rapporto con la nuova società che gestisce i servizi.
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