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Pistoia

«Nessuna speranza per la Lg Plast meglio il fallimento»

«Nessuna speranza per la Lg Plast meglio il fallimento»

Dopo l’assemblea coi lavoratori, Cgil e Cisl attivano i legali «L’unico modo per recuperare i crediti vantati»

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AGLIANA. Diciannove dipendenti in cassa integrazione a zero ore dal 24 settembre. Sette mesi di stipendi arretrati e gli assegni al nucleo familiare da riscuotere. Due anni di promesse per la ripresa di un’attività che non c’è mai stata. Sono stanchi di aspettare, stanchi di credere alle promesse i lavoratori della Lg Plast (ex Recoplast) di Agliana. Dall’assemblea tenuta con Cgil e Cisl lo scorso 24 ottobre è emerso come non esista, di fatto, alcun atto concreto che possa far pensare ad una continuità aziendale, nonostante le dichiarazioni della proprietà. Tante le possibilità nel settore del riciclo, ma non per la Lg Plast, che l’8 ottobre, nell’assemblea dei soci, ha eletto Francesca Roghi nuovo amministratore unico.

Troppo tardi, dipendenti e sindacati hanno convenuto che l’unica strada per mantenere viva la speranza del posto di lavoro non può che passare nuovamente attraverso una procedura di fallimento. Filtem Cgil e Femca Cisl hanno dato quindi mandato ai propri uffici legali di agire nei confronti di Lg Plast per il recupero del credito dei dipendenti, costituendosi nell’ambito dell’udienza di fallimento presentata dal curatore e prevista per il 7 novembre.

Al ritorno dalle ferie, i sindacati avevano lanciato l’allarme: non c’era ripresa dell’attività produttiva nonostante le ultime autorizzazioni chieste dalla Provincia fossero state rilasciate a febbraio. Poi la scoperta che la Lg Plast avrebbe pagato solo la prima rata per l’acquisto degli impianti.

I sindacati hanno chiesto l’ attivazione dell’unità di crisi coordinata dalla Provincia, che si è tenuta il 2 ottobre e non ha lasciato spazio alle speranze, nonostante la dichiarata intenzione della proprietà di andare avanti. «Sono amareggiato - sottolineava l’assessore Paolo Magnanensi - In questi due anni abbiamo messo in campo impegno e attenzione per non perdere altri posti di lavoro». Durante il tavolo di crisi la proprietà Lg Plast annunciava potenziali imprenditori all’orizzonte, disposti a subentrare nel cda per tirare su le sorti della società.

L’8 ottobre i lavoratori hanno manifestato insieme a sindacati e Provincia davanti all’azienda. Il sit in della disperazione, com’è stato chiamato, non ha portato niente di nuovo, se non la consapevolezza che di imprenditori interessati a subentrare nel pur promettente mercato del riciclo dei rifiuti al momento non ce ne sono. Da quella consapevolezza alla decisione di costituirsi nell’udienza del 7 novembre (chiesta dal curatore fallimentare) il passo è stato breve. Forse l’unico modo per poter sperare di avere indietro i crediti vantati nei confronti dell’azienda.

Tiziana Gori

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