Il Tirreno

Pistoia

Capecchi (PDL)

Piangiamo lacrime di coccodrillo

«La nostra politica urbanistica ora la faranno i fiorentini»

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PISTOIA. Alessandro Capecchi, presidente della commissione urbanistica comunale (Pdl) parla da parte sua di «lacrime di coccodrillo del Pdl» e ricorda: «In splendido isolamento, oltre un mese e mezzo fa, lanciai l’idea di percorrere una nuova strada, di autonomia e di pari dignità con altri territori, che ci consentisse di sviluppare un ragionamento diverso per la definizione delle nuove province. Dissi semplicemente di scegliere in modo netto e unitario Lucca, ovvero un’area a noi più omogenea sotto molti aspetti e di perseguire a tutti i livelli questa scelta, cui certamente guarda tutta la Valdinievole ed anche buona parte della nostra montagna. Dissi anche che, al netto di Quarrata Agliana e Montale, il territorio della piana pistoiese è ormai più legato al mondo vivaistico e florovivaistico, al turismo bianco, verde e termale, alla promozione delle città d’arte e di cultura, ad un disegno urbanistico più attento allo sviluppo sostenibile che non al modello pratese; lo stesso credito si va evolvendo verso ovest, basti pensare alla nuova denominazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, e al fatto che gli impiegati nel settore terziario e dei servizi sono circa il 50% della forza lavoro.

«Questa scelta avrebbe costretto Prato a rincorrere e ci avrebbe consentito di stare al tavolo con Lucca (e Massa) con pari forza, distribuendo sul territorio servizi e funzioni e salvaguardando le caratteristiche produttive di cui siamo ricchi, in primis il vivaismo. Inoltre, uscire dalla logica metropolitana – che per noi, in 40 anni, non ha significato nulla – avrebbe allontanato lo spettro di tornare tutti “fiorentini”, senza neanche trattare la resa. Ho ribadito queste mie convinzioni in almeno due incontri pubblici, uno del Pdl e uno organizzato dall’Udc, paventando il rischio concreto che alla fine la scelta di Prato ci avrebbe portato in bocca a Firenze, ma in entrambi i casi mi sono sentito dire che non avevo capito e che i miei timori erano infondati. La soluzione del Governo non è giusta, ma è certamente logica; se Pistoia e Prato vogliono comunque sposare la linea dell’area metropolitana e allora tanto vale – se deroga deve essere – metterle insieme a Firenze.

«Leggo quindi con stupore le stupite dichiarazioni di Baldassarri e Lapenna, segno evidente della superficialità con cui si è approcciato il tema e della mancanza di vera prospettiva della politica locale e regionale. Il Pdl, piegandosi a logiche interne miopi e pratesi-centriche, ha perso un’altra grande occasione ed oggi piange (non solo a Pistoia, ma nella stessa Prato) lacrime di coccodrillo. Ora non ci resta che sperare nella Corte Costituzionale oppure nell’intervento parlamentare. Complimenti alla presidente Fratoni, vera vincitrice di questa battaglia, ma un richiamo al Sindaco Bertinelli: Firenze infatti – stando così le cose – ci ingloberebbe come Città Metropolitana e quindi la nostra politica urbanistica, legge alla mano, la faranno i fiorentini. Almeno su questo cerchiamo di difenderci da subito».

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