Gioco
La provincia a tre spacca i politici Fratoni: «Bene così»
Pistoia con Prato e Firenze, soddisfatti presidente e Pd scontenti Pdl e Udc: «Faremo la fine di Cenerentola»
PISTOIA. Coro di commenti alla notizia che il governo ha deciso il riordino delle province, assegnando Pistoia alla città metropolitana Firenze-Prato. La prima a commentare è stata quella che potrebbe essere l’ultima presidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni. «Ho accolto con soddisfazione la decisione del Consiglio dei ministri – dice Fratoni – Si tratta di un risultato che certamente conferma la validità di un percorso politico per l'integrazione dell'area, portato avanti negli ultimi quindici anni, e che risponde alla proposta da me sostenuta, ai fini del riordino, e alle istanze provenienti dal territorio». Fratoni si augura che in questa nuova sfida «tutti, a partire dai Comuni, faranno la loro parte con grande spirito di collaborazione e, soprattutto, con la consapevolezza che, in questo mutato contesto, non dobbiamo sentirci ospiti ma padroni di casa e far valere le istanze e la forza rappresentativa del territorio».
Soddisfatto anche Marco Niccolai, segretario provinciale Pd: «sulle province il governo ha dato ragione agli amministratori ed al Pd pistoiese, che si sono battuti strenuamente affinchè, nell'ambito della revisione delle province, il percorso dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia non fosse buttato ma valorizzato e rafforzato. Una Provincia da Prato a Massa avrebbe azzerato tutto questo, il fatto che il governo abbia riconosciuto la bontà dell'impostazione dell'area vasta metropolitana, riconoscendola come la migliore, va salutato come un fatto positivo, da cui iniziare adesso un percorso. Sicuramente altri aspetti andranno definiti in modo più specifico ma intanto si sono evitate ipotesi di riorganizzazione assurde».
Di tutt’altro avviso Alberto Lapenna, coordinatore provinciale del Pdl di Pistoia: «La decisione del governo tradisce le esigenze e le aspettative e rischia di far diventare il nostro territorio la Cenerentola della città metropolitana, con Firenze a far la parte del leone. La due ipotesi che avrebbero in diversa misura risposto alle esigenze del territorio - fusione con Prato e una parte della provincia di Firenze, o in seconda battuta fusione con Lucca - non sono state prese in considerazione, relegando così Pistoia in una immeritata posizione periferica. Rivolgo un appello ai nostri parlamentari affinché in sede di conversione del decreto lo modifichino e facciano sentire la loro voce in difesa di Pistoia». Molto perplesso anche Federico Gorbi, segretario provinciale Udc: «La notizia dell'annessione di Prato e Pistoia nell'area metropolitana di Firenze non ci lascia soddisfatti. Un conto era ipotizzare diverse possibilità per i territori delle nuove province, altro è pensare che Pistoia e il suo territorio vengano ricompresi nell'area metropolitana che equivale a dire che tutto il potere decisionale è assegnato al comune di Firenze, mentre gli altri comuni sono semplici satelliti che non hanno nessuna autonomia amministrativa. Il Governo, quando ha voluto, ha applicato deroghe, come nel caso di Arezzo. Non riusciamo a comprendere perché Pistoia (e Prato) non possano godere dello stesso trattamento riservato ad Arezzo che non ha certo una dignità maggiore della nostra».
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