Il Tirreno

Pistoia

«La protesta diventa una scelta»

Biagini: per il divieto dei presidi i genitori vengono a riprendere i figli a scuola

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PISTOIA. «Siamo molto dispiaciuti di dover abbandonare il diritto acquisito della mensa e della condivisione e comunione sociale della pausa pranzo, ma non abbiamo alternative». La decisione dei dirigenti di “chiudere le porte” alla protesta delle famiglie sta avendo come conseguenza, afferma il Comitato scelta mensa, il ritiro dei bambini da scuola durante l’ora di refezione.

Luca Biagini, presidente del Comitato, definisce «confusa» la decisione di chiedere (tramite circolari) la fine della protesta. Il Comitato ne sta valutando la legittimità a livello normativo (più volte è stata specificata l’assenza di norme di riferimento in materia).

«La protesta si sta trasformando in scelta, con conseguenze molto peggiori - dice Biagini - Infatti, molti genitori, non sapendo come comportarsi, si sono organizzati nell'andare (giustamente) a riprendere i figli per la pausa pranzo, facendo così diminuire le ore scolastiche. Come conseguenza avremo probabilmente una diminuzione di organico, in un momento, certo, in cui la scuola non ne ha bisogno. Inoltre - prosegue - quando andremo, a gennaio, ad iscrivere i nostri figli a scuola, i dirigenti non saranno in grado di rispondere sulle tariffe della mensa scolastica. Li capiamo per l'imbarazzo che stanno vivendo, ma non è colpa nostra».

Il Comitato ribadisce la contrarietà al piano tariffario comunale. «Invitiamo l'amministrazione a far chiarezza sulle tariffe delle rette scolastiche. L'ultima volta che abbiamo assistito alla presentazione delle tariffe, sembrava di essere, con molto imbarazzo, in una sala bingo: 3.20 poi 4.20, 4.90, 5.30 ultimo numero estratto, per poi arrivare in consiglio comunale a 5.80 e ratificare il giorno successivo 6,10. Non vorremmo, che qualora si rimettessero a fare i conti, gli stessi lievitassero ancora di più. La scelta giusta che ogni famiglia sarebbe disposta ad accettare (e il prezzo massimo legato alle tariffe Isee), è l'effettivo costo effettivo/industriale del pasto, che non può essere aumentato di un solo centesimo».

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