Proteste
L’eolico piace a tutti, perplessa l’Apm
CUTIGLIANO. La giornata di maltempo non ha fermato i numerosi relatori che domenica hanno partecipato al seminario “La montagna e il minieolico” organizzato da Legambiente in collaborazione col...
CUTIGLIANO. La giornata di maltempo non ha fermato i numerosi relatori che domenica hanno partecipato al seminario “La montagna e il minieolico” organizzato da Legambiente in collaborazione col comune e la proloco di Cutigliano. Oltre al sindaco Carluccio Ceccarelli e agli ex sindaci Graziano Nesti e Marina Lauri, fra i relatori sedevano esperti del settore. Lorenzo Partesotti, dell’impresa Aria srl di Prato, ha parlato di impianti minieolici in Toscana con focus sul progetto studiato per la Croce Arcana. Si parla di 4 turbine da 55 kilowatt con altezza al mozzo di 18 metri, ognuna capace di produrre 183mila kilowattora annui ed un reddito di 54mila euro. Energia nel complesso equivalente al consumo annuo della vicina funivia che, pur non direttamente, sarebbe alimentata da energia pulita. Perché proprio la Corce Arcana? Il consorzio Lamma classifica il crinale come zona idonea all’eolico. A croce Arcana soffiano venti di 7,8 metri al secondo, fra i più forti d’Italia.
Giovanni Gordiani, conferenziere della Comunità Europea, ha parlato di incentivi al rinnovabile ed evidenziato che la presenza di Sic e Zps non impedisce di per sé l’istallazione di pale eoliche. Cia, Coldiretti, Associazione boscaioli si sono dette favorevoli al minieolico, come pure il presidente di Legambiente Pistoia che propende per l’integrazione fra fonti rinnovabili secondo le caratteristiche del territorio. Nonostante per il minieolico sia sufficiente una procedura autorizzativa semplificata, tutti parlano di eccessiva burocrazia che frena l’iniziativa privata. Nel clima generale di favore all’eolico si è distinto Giuliano Tonarelli, presidente del consorzio Apm. «Non sono contrario all’eolico di per sé – ha detto – ma per la difesa del nostro territorio. Ci sono tante fonti alternative, a partire dalle biomasse che si integrano con la manutenzione dei boschi. Nel mio albergo ho istallato i pannelli solari ed una termo-cucina già nel 1982, ho munito il tetto di pannelli isolanti e fotovoltaici, presto sostituirò la caldaia a gasolio con una a biomassa e sto valutando l’istallazione di una palettina da 3 kilowatt in legno. Ma non tocchiamo i nostri crinali, ancora intatti e che i turisti apprezzano per questo».
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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