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Pistoia

Nuova provincia: Fratoni soddisfatta, Pdl e Udc no

Nuova provincia: Fratoni soddisfatta, Pdl e Udc no

La decisione del governo di unire Pistoia con Firenze e Prato accolta con favore dalla presidente. Ma il mondo politico si divide tra chi tira un sospiro di sollievo e chi esprime forti perplessità

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«Il governo ha risconosciuto la scelta metropolitana» ha commentato a caldo la presidente della Provincia Federica Fratoni subito dopo aver appreso la notizia. «È vero che noi auspicavamo l’area metropolitana e non la città metropolitana, che rispetto alla prima ha funzioni aggiuntive in materia di programmazione urbanistica e dello sviluppo economico. Ma è stato comunque accolto un percorso, senza ricorrere a deroghe, che scongiura quell’ipotesi del provincione mostro che veniva maggiormente accreditata alla vigilia».

Soddisfatto anche Marco Niccolai, segretario provinciale Pd: «sulle province il governo ha dato ragione agli amministratori ed al Pd pistoiese, che si sono battuti strenuamente affinchè, nell'ambito della revisione delle province, il percorso dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia non fosse buttato ma valorizzato e rafforzato. Una Provincia da Prato a Massa avrebbe azzerato tutto questo, il fatto che il governo abbia riconosciuto la bontà dell'impostazione dell'area vasta metropolitana, riconoscendola come la migliore, va salutato come un fatto positivo, da cui iniziare adesso un percorso. Sicuramente altri aspetti andranno definiti in modo più specifico ma intanto si sono evitate ipotesi di riorganizzazione assurde come quelle finora ventilate».

Di tutt’altro avviso Alberto Lapenna, coordinatore provinciale del Pdl di Pistoia: «La decisione del governo tradisce le esigenze e le aspettative e rischia di far diventare il nostro territorio la Cenerentola della città metropolitana, con Firenze a far la parte del leone. La due ipotesi che avrebbero in diversa misura risposto alle esigenze del territorio - fusione con Prato e una parte della provincia di Firenze, o in seconda battuta fusione con Lucca - non sono state prese in considerazione, relegando così Pistoia in una immeritata posizione periferica. Rivolgo un appello ai nostri parlamentari affinché in sede di conversione del decreto lo modifichino e facciano sentire la loro voce in difesa di Pistoia».

Molto perplesso anche Federico Gorbi, segretario provinciale Udc: «La notizia dell'annessione di Prato e Pistoia nell'area metropolitana di Firenze non ci lascia soddisfatti. Un conto era ipotizzare diverse possibilità per i territori delle nuove province, altro è pensare che Pistoia e il suo territorio vengano ricompresi nell'area metropolitana che equivale a dire che tutto il potere decisionale è assegnato al comune di Firenze, mentre gli altri comuni sono semplici satelliti che non hanno nessuna autonomia amministrativa. Il Governo, quando ha voluto, ha applicato deroghe, come nel caso di Arezzo. Non riusciamo a comprendere perché Pistoia (e Prato) non possano godere dello stesso trattamento riservato ad Arezzo che non ha certo una dignità maggiore della nostra».

«Una decisione che valuteremo meglio nei prossimi giorni; tuttavia possiamo dire fin da adesso che la direzione intrapresa dal governo, quella cioè di riconoscere e agevolare i sistemi istituzionali di area vasta, incontrano lo spirito e la filosofia di fondo con cui si era mossa nel suo complesso il territorio pistoiese e le sue istituzioni; un risultato che consente di non disperdere ma di valorizzare un lavoro comune svolto negli anni». Così si eprimono sul riordino delle province i consiglieri regionali pistoiesi del Pd Caterina Bini e Gianfranco Venturi. «Anche come Partito democratico, avevamo auspicato una soluzione che facesse perno su questo tipo di strategia istituzionale, l'idea cioè di condividere e accettare sì nuovi parametri, ma senza impiccarsi ad essi».

«La Città metropolitana deve nascere dal rapporto paritario tra Firenze, Prato e Pistoia per costruire insieme la nuova "governance" di questa importantissima area della Toscana centrale».  È questo il primo commento di  Andrea  Barducci, presidente della Provincia di Firenze, alle decisioni assunte dal governo in merito al riordino delle Province.  «Il coinvolgimento di Firenze, Prato e Pistoia nella creazione della Città metropolitana è uno scenario che auspicavamo, per il quale abbiamo lavorato da anni e che ovviamente non ci coglie impreparati – spiega il presidente Barducci  -  Già da tempo le Province di Firenze, Prato e Pistoia hanno avviato intese e collaborazioni a livello istituzionale per ottimizzare il servizio ai cittadini: dalla gestione dei rifiuti, al turismo fino alla pianificazione dei parchi e della aree verdi. Un processo di collaborazione sempre più stretto che era stato sollecitato anche dal mondo economico più rappresentativo delle tre province». 

Tuttavia, il presidente della Provincia di Firenze si dimostra preoccupato per l'iter previsto dalla riforma. «Il prezioso lavoro degli assessori provinciali - scrive - non può venire meno proprio  nella delicata fase di transizione verso la costituzione della Città metropolitana  e  delle nuove Province». Il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri prevede infatti che da gennaio, fino a quando  il sistema non andrà a regime nel 2014, verranno meno le giunte provinciali. Per contro sarà possibile per il Presidente delegare non più di tre consiglieri. «Mi chiedo come potremo fare senza una giunta , nel corso del 2013, a portare avanti le nostre politiche – già avviate – sui rifiuti, le infrastrutture e la programmazione urbanistica”.

Preoccupato per il ruolo della Valdinievole in questo nuovo ente è Aldo Pierluigi Benedetti, assessore di Chiesina Uzzanese: «La creazione di una nuova “Super Provincia Metropolitana” nella quale confluiranno i territori delle Province di Firenze, Prato e Pistoia dà vita ad uno scenario sicuramente preoccupante per il nostro territorio. In tal senso i dati di fatto sono chiaramente ad indicare e supportare questa amara constatazione: la nuova Provincia – della quale non è, peraltro, chiaro se avrà lo status di Città Metropolitana o meno, con tutte le conseguenze del caso – avrà dimensioni davvero significative (oltre un milione e mezzo di abitanti e circa 4800 kmq di superficie), tali da relegare il nostro territorio completamente ai margini, non solo geografici, di questa nuova entità. Pare difatti evidente che questo nuovo assetto amministrativo rappresenterà la marginalizzazione della Valdinievole rispetto ad una Provincia che non potrà che essere tutta centrata sull’area fiorentina e pratese».

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