Sicurezza
Dal giudice sì agli enti saranno parti civili
Con Comuni e Consorzio del Padule di Fucecchio ammessa pure la Provincia Respinte le eccezioni delle difese, udienza aggiornata al 6 novembre
PISTOIA. Il tribunale ha accolto la richiesta: Comune di Pistoia, Provincia, Comuni di Piteglio e Pescia e Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio saranno parti civili nel processo per gli appalti pilotati che si è aperto ieri mattina a palazzo di giustizia. Sul banco degli imputati, dopo la richiesta di giudizio immediato cautelare avanzata dal pm Francesco Sottosanti, 15 dei 23 indagati che furono arrestati lo scorso 11 giugno nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables”. Un’udienza, quella di ieri, dedicata completamente alle questioni preliminari, con difensori e pubblica accusa che si sono confrontati per cinque ore in punta di tecnica giuridica tra richieste ed eccezioni.
Parti civili. Tra le questioni affrontate, appunto, quella delle parti civili. La richiesta che ha incontrato l’opposizione pressochè compatta dei legali degli imputati è stata quella avanzata dalla Provincia di Pistoia. Gli avvocati hanno sottolineato come, in questo primo processo, non vi siano capi d’imputazione che riguardano gare di appalto bandite dall’amministrazione provinciale. Così come il processo non riguarda tutti gli indagati della complessa inchiesta ma solo quelli ancora sottoposti alle misure restrittive al momento della richiesta di giudizio immediato, non riguarda infatti neppure tutti i reati per i quali i 15 imputati sono stati iscritti ma solo quelli per i quali il gip aveva dato il via libera per gli arresti dell'11 giugno scorso.
A spiegare le ragioni per le quali la Provincia ha voluto costituirsi ugualmente parte civile nei confronti degli imputati accusati di associazione per delinquere è stata l’avvocato Paola Pupino. Alla base c’è il ruolo che il legislatore ha voluto riconoscere alle amministrazioni provinciali: secondo la definizione del decreto legislativo 267 del 2000, la Provincia è l’ente intermedio tra Comune e Regione che cura gli interessi della comunità provinciale, ne promuove e coordina lo sviluppo. Per cui la Provincia di Pistoia si è costituita in quanto ritiene che gli interessi della comunità che l’ente deve tutelare siano stati compromessi dall’associazione a delinquere oggetto del processo, che con la sua attività avrebbe leso i diritti di uguaglianza e pari opportunità dei cittadini.
Inoltre la Provincia si è costituita anche nei confronti dell’imputato Paolo Mazzoni, fino al 15 agosto 2011 responsabile dell’area pianificazione strategica e dell’area tecnica dell’ente. Le gare per le quali Mazzoni è chiamato a ripondere sono quelle per la riduzione del rischio idrogeologico a Piteglio e della realizzazione del nodo di interscambio a Pescia, aggiudicate, rispettivamente, il 28 settembre 2011 e il 7 ottobre 2011, quando, cioè, Mazzoni era già in pensione. L’avvocato Pupino ha però fatto notare come quella dell’aggiudicazione sia solo l’ultimo atto della procedura di assegnazione dell’appalto e i lavori della commissione giudicatrice, di cui Mazzoni faceva parte, si erano conclusi assai prima del pensionamento.
Contro la costituzione dei Comuni di Piteglio e Pescia non vi sono state opposizioni, così come per il Consorzio di bonifica. Per il Comune di Pistoia, invece, l’avvocato Daria Bresciani, difensore di Cristian Diddi, ha fatto presente come il suo assistito non sia imputato per le tre gare sotto accusa che vedono implicato invece il padre Carlo Alberto.
Al termine di una camera di consiglio di mezz’ora, il collegio, presieduto da Luca Gaspari (a latere Patrizia Martucci ed Elena Mele), ha respinto le eccezioni. Il processo proseguirà il 6 novembre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
