Il Tirreno

Pistoia

IL FUTURO DEL TERRITORIO

La Pistoia di domani, dall’ex Breda al Ceppo

di Fabio Calamati
La Pistoia di domani, dall’ex Breda al Ceppo

I “rendering” dei progetti si mescolano alle opere ormai già completate per disegnare scorci inediti dell’ambiente urbano prossimo venturo

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PISTOIA. Tra pochi mesi i pistoiesi passeggeranno nella piazza San Bartolomeo libera dalle auto e trasformata in area pedonale. Andranno a visitare il parente ricoverato al nuovo Ceppo tra la tangenziale e l’autostrada. E gli basterà aspettare un po’ di più per andare a fare acquisti nei negozi lungo il viale centrale del nuovo quartiere San Giorgio (ora tutti lo chiamano ancora ex Breda). O per prendere il treno lasciando la macchina nei parcheggi a sud della stazione e percorrendo il nuovo sottopassaggio. O, ancora, per andare in ufficio nel centro direzionale “Pistoiacity” che si affaccia su via Sestini.

Insomma, avranno sotto i piedi e a portata di mano una città nuova rispetto a quella attuale; più bella o più brutta, a seconda dei gusti, ma comunque diversa. Una città che in parte è già visibile all’interno dei cantieri, seminascosta però dalle gru e dalle staccionate. Invece nei rendering degli architetti, con i pixel al posto del calcestruzzo, salta già fuori nitida e leggera.

Il “pezzo” di città che più rapidamente cambierà volto sarà l ’insieme di strade e piazze ricomprese nell’allargamento della Ztl. Da dicembre piazza San Sebastiano acquisirà un nuovo aspetto, senza auto e con una superficie a conglomerato architettonico (come quella dei giardini di piazza San Francesco, per intendersi) e insieme a lei diventeranno pedonali piazza della Sapienza e piazzetta delle Scuole Normali.

Ma già a Natale 2013 la Giusti per l’edilizia spera di poter aprire il grande parcheggio sotterraneo dell’ ex Breda. E sarà il primo passo, per i pistoiesi, dentro il quartiere nuovo di zecca che sta sorgendo a due passi dalla stazione ferroviaria e della biblioteca San Giorgio. Oggi su via Pertini si affacciano i profili del nuovo albergo Hilton (132 camere, apertura prevista a fine 2013) e della questura - prefettura (intervento in forse per la decisione del Ministero dell’interno di non pagare più l’affitto pattuito per questura e prefettura, ma il Comune continua a trattare, puntando ad un esito positivo). Proseguendo la carrellata, su via Pertini si affacciano oggi la Biblioteca San Giorgio (già in funzione) e l’ex capannone industriale battezzato Cattedrale, oggi una splendida piazza coperta in cerca di destinazioni precise (il Comune ha aperto una consultazione).

Alle spalle di questi edifici c’è per ora soprattutto un grande cantiere edile: solo i rendering degli architetti consentono di vedere gli edifici che sorgeranno a nord del grande viale centrale del quartiere San Giorgio, con abitazioni, negozi e uffici. Per vederli dal vivo, bisognerà aspettare almeno il 2014.

Una volta completati gli interventi, tutti gli edifici si affacceranno sul grande viale centrale del quartiere San Giorgio, completamente pedonale e, potenzialmente, pieno di vita, grazie anche alla biblioteca e al polo universitario. Una vivacità ancora tutta da verificare, ma che già preoccupa tanti commercianti del centro storico, preoccupati per la concorrenza che potrebbe arrivare dai negozi del nuovo quartiere, facilmente accessibili visto il grande parcheggio sotterraneo che si troveranno sotto i piedi.

Ma se l’area ex Breda è la fetta di città che più di ogni altra sintetizza in sé i grandi mutamenti n corso a Pistoia, i cantieri che stanno cambiando il volto della città non si vedono soltanto qui. Il più importante, sicuramente, è quello nel campo di volo, dove ormai è vicina a concludersi la realizzazione del nuovo ospedale. Con le sue caratteristiche strisce verticali, la struttura a 4 piani, con 400 posti letto e 13 sale operatorie dovrebbe aprire i battenti a luglio dell’anno prossimo. Per arrivarci, i pistoiesi dovranno percorrere l’attuale via Ciliegiole e una nuova rotonda che sarà sovrastata dal grande ponte a quattro corsie della tangenziale sud, in corso di realizzazione in questi mesi.

Contemporaneamente al trasferimento dell’ospedale, inizierà il recupero del vecchio ospedale del Ceppo, dove sarà sicuramente ampliato l’attuale parcheggio, mentre la parte moderna rimarrà destinata ad attività sanitarie e quella antica (che affaccia su piazza Giovanni XXIII) ospiterà musei e centri di documentazione. Nel mezzo, uffici e alloggi, secondo progetti da definire. Certo è che non avere più un ospedale a due passi dal centro sarà uno dei cambiamenti più importanti per i pistoiesi.

Novità si profilano anche a sud e ad est. A sud è già stato completato il sottopassaggio che – una volta aperto – regalerà un nuovo ingresso alla stazione ferroviaria, rivolto a sud. Intorno nasceranno parcheggi, uffici e un nuovo supermercato Esselunga, ma anche scuole ed un centro sportivo (è il progetto “Ambito urbano Pistoia Sud” lanciato dal Comune nelle scorse settimane ed in gara per un finanziamento nel Piano nazionale per le città). Qui, però, ci sarà da aspettare ancora qualche anno. Ad est, invece, lungo la via Sestini, il nuovo quartiere sorto attorno al centro commerciale Panorama sta già prendendo forma giorno per giorno. “Pistoiacity” è un grande palazzo da 17.000 metri quadri, destinato essenzialmente ad uffici e servizi, che sta sorgendo sul lato nord: uno scheletro in cemento che sta pian piano acquisendo un aspetto più compatto ma che – scrutando l’ennesimo rendering – si scopre destinato ad essere circondato da verde e spazi liberi, di collegamento con gli altri edifici che nasceranno su quelli che solo pochi anni fa erano i campi della contessa Pallavicini. La proprietà è della Sirim di Orazio Ferrari e Andrea Baldi. Doveva essere tutto pronto già in estate, l’intervento slitterà di qualche mese ma la conclusione dei lavori non è lontana.

E per concludere la carrellata, c’è un altro quartiere che sta cambiando volto e che tra pochi mesi regalerà ai pistoiesi scorci inediti: le Fornaci. Alcuni interventi di risanamento e ammodernamento sono già stati conclusi, ma il simbolo di quella che dovrebbe essere la rinascita del quartiere popolare è la nuo va piazza circondata da due palazzine con abitazioni popolari, servizi e uffici. Gli edifici sono già pronti, si attende solo l’agibilità. Poi ci vorrà qualche altro mese per le rifiniture e per smantellare il cantiere, quindi le Fornaci avranno finalmente un nuovo cuore.

A cucire insieme tutti questi interventi, infine, ci dovrà pensare il futuro regolamento urbanistico, che la giunta Bertinelli si appresta a varare nei primi mesi del 2013. Sarà l’atto che ridisegnerà il volto della città al di fuori dei grandi interventi. Un impegno forse meno eclatante ma niente affatto meno arduo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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