Sicurezza
“Città nuova” piace, Montecatini spera con mezzo milione
Ma per un progetto che prende corpo altri restano al palo Ex Lazzi ferma ai disegni, le Leopoldine non si sbloccano
MONTECATINI. Piovono soldi sul progetto “Città nuova”. Il Comune si è aggiudicato un contributo di 535mila euro attraverso un bando regionale, seguito dalla Provincia, per finanziare il piano iniziato con la discussa isola pedonale.
«Abbiamo fatto un’opera di coordinamento e recepimento dei progetti e poi di negoziazione con la Regione – spiega la presidente della Provincia, Federica Fratoni –. Per Montecatini è andata bene».
Sogni e bisogni. “Città nuova” è la fase più avanzata di come l’amministrazione vuole cambiare Montecatini. Sognare non costa niente. Fare progetti sì, anche senza svenarsi. Realizzarli poi è tutta un’altra storia. Che non sempre va a buon fine. Prendiamo quattro grandi idee illustrate in passato e che ancora oggi vengono tenute in vita. Non sono state accantonate, anche se procedono, quando hanno avuto la fortuna di iniziare, a scartamento ridotto. Basta mettere in fila “Città nuova”, ex Lazzi, Leopoldine, teatro Verdi e rendersi conto che pensare in grande non è un difetto. Di sicuro può essere un rischio quando gli impegni restano sulla carta. Lo scenario di una Montecatini votata al benessere e all’accoglienza passa da questi progetti. Tra ambizioni velleitarie, pastoie burocratiche e le solite questioni di soldi.
“Città nuova”. Era l’aprile 2009 quando l’allora candidato sindaco del centrosinistra, Giuseppe Bellandi, annunciò il progetto “Città nuova”. Due mesi dopo era sulla poltrona più alta di viale Verdi. La filosofia è quella di un centro cittadino a misura d'uomo. Dove le auto in corso Roma, viale Verdi e corso Matteotti devono essere solo ospiti e non protagoniste assolute. Lo scenario comprende anche un corso Matteotti trasformato, con più alberi ai lati, una pista ciclabile e la strada portata al livello dei marciapiedi. Così come avvicinandosi a piazza del Popolo, di fronte al Kursaal, e anche di fronte al municipio, con un collegamento pedonale tra Comune e Palacongressi, troppo nascosto al momento dal buio e dalla vegetazione. La piazza del Popolo del futuro viene pensata con la pavimentazione al pari delle aiuole e senza taxi.
Ex Lazzi. Per trasformare l’area anni fa è stata costituita una società, la Montecatini Parcheggi & Servizi. La missione aziendale è quella di realizzare un maxi-parcheggio e rivoluzionare il sistema della viabilità tra le due stazioni. Siamo arrivati al decimo progetto e ancora il cantiere non parte. Per l'ultima versione partorita dallo studio Esedra di Milano (le prime sei con il parcheggio interrato, le ultime quattro con una struttura multipiano) c’è l’adesione, sulla carta, delle Ferrovie. Il parcheggio occuperà un'area di via Toti di 13mila mq che da piazza 20 Settembre arriva fino a via del Salsero. Avrà cinque piani fuori terra per un totale di 350 posti auto. Siamo ancora ai disegni.
Leopoldine. Doveva essere la delizia del Comune e da un anno e mezzo si è trasformata in una croce pesante da portare per Terme e amministrazione. Costi esplosi da 15 a 26 milioni di euro, cantiere bloccato dall’aprile 2011, finanziamenti congelati nonostante l’ok della Bnl, la capofila del pool di banche chiamate a sostenere il restyling delle Leopoldine firmato Fuksas con le due piscine termali utilizzabili anche d’inverno. Tante speranza di ripartire, ma nessun segnale concreto.
Teatro Verdi. Il prezzo è ancora alto, 1,8 milioni di euro, e la famiglia Cardelli per ora resta alla finestra. Forti di una locazione ventennale e di un diritto di prelazione da far valere in caso di un secondo acquirente, i Cardelli non parteciperanno alla gara bandita dalle Terme che il 14 dicembre metteranno sul mercato il teatro. Lo vogliono acquistare, ma senza sprecare soldi per una struttura che ora, di fatto, è poco più di un tendone. Una volta passati da inquilini a proprietari, gli attuali gestori hanno già annunciato cosa vogliono fare. Legno e vetro saranno i materiali protagonisti del nuovo teatro. La copertura sarà in legno lamellare (al posto dell'attuale e vecchio telone) e così le parti laterali, che saranno però apribili per consentire spettacoli anche in estate. Verrà rifatto e ingrandito anche il foyer, che sarà pannellato con moduli di vetro. Nuovi anche l'ingresso e la biglietteria sul viale Verdi e i camerini sul retro dell'edificio. Tutto bello e perfetto. Prima, però, le Terme devono ridurre le pretese.
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