Gioco
La presidente Fratoni scrive al ministro: «Rivedere la città metropolitana»
Nella lettera si propone di allargarla fino a Prato e Pistoia oppure ridurla lasciando i comuni più lontani da Firenze liberi di unirsi con la nuova provincia della Toscana centrale
PISTOIA. No alla «improvvida» fusione delle province di Pistoia con Prato, Lucca e Massa Carrara; sì ad una soluzione che riesca a tenere insieme i territori di Pistoia, Prato e Firenze, che da tanto tempo già lavorano insieme con una logica comune.
Il presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni ha scritto una lettera al ministro per l’amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi chiedendogli «un’ulteriore riflessione» sul tema del “puzzle” delle province. Il problema – riconosce Fratoni –è che le due proposte licenziate dal consiglio regionale hanno entrambe bisogno di deroghe per consentire il matrimonio Prato - Pistoia, che non ha la popolazione sufficiente per acquisire l’autonomia.
Ostacolo fondamentale alla creazione di una provincia autonoma della Toscana centrale è la normativa sulle città metropolitane: queste devono coincidere con le province di origine e questo taglia via la provincia di Firenze da qualunque possibilità di “contribuire” con i comuni periferici all’alleanza Prato-Pistoia. Di qui l’invito di Fratoni: «rivedere i confini della città metropolitana, circoscrivendoli a Firenze con i Comuni strettamente contermini, oppure estendendoli anche a Prato e Pistoia». Secondo Fratoni «L’ente derivante, oltre a convalidare un lungo percorso istituzionale, prefigurerebbe una realtà di primaria importanza, alla quale i cittadini pistoiesi offrirebbero un contributo significativo».
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