Il Tirreno

Pistoia

Comune unico nel 2014 con le prime elezioni

di Sauro Romagnani

Tappe e vantaggi illustrati nella sala Baccarini dal comitato promotore «Risparmi, un bilancio di 18 milioni e 127 dipendenti da utilizzare diversamente»

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MARCELLO. «Futuro in corso...» è il titolo emblematico dato all'incontro pubblico, svoltosi nella sala Baccarini di San Marcello, organizzato dal Comitato per il Comune unico montagna pistoiese. Un incontro per illustrare il progetto per la realizzazione del Comune unico che deve concretizzarsi entro il 2014. Un «Progetto dedicato ai giovani affinché ne diventino diretti protagonisti», dicono gli organizzatori per bocca di Roberto Orlandini, che ha aperto la serata. Orlandini ha subito chiarito perché il 2014 è l'obiettivo primario e data perentoria entro la quale giungere allo svolgimento delle elezioni dei rappresentanti del Comune Unico. «Non possiamo superare quella data perché altrimenti ci saranno i rinnovi dei consigli comunali di Abetone, Piteglio e Cutigliano e questo inevitabilmente porterebbe complicazioni». Sono seguite le relazioni tematiche di alcuni componenti il comitato promotore. Quali compiti ci assumiamo e cosa siamo disposti a fare concretamente per raggiungere l''obiettivo?

«In primo luogo redigere la bozza di proposta di legge regionale, predisporre una relazione di accompagnamento alla bozza di proposta di legge e dare un supporto per la costruzione del nuovo comune» ha detto Fabio Nesti, che ha anche illustrato quali siano le relazioni ambientali e organizzative fra i diversi comuni, non sottacendo che i problemi più urgenti siano quelli dell'occupazione e dello spopolamento. Claudio Arcangeli, parlando del contesto di riferimento, ha affermato: «L'argomento è semplice perché basta che ciascuno di noi faccia una piccola analisi della realtà per capire che è arrivato il momento di una svolta che ci permetta di progettare e affrontare il futuro. Non è più tempo di proposte tampone o di immobilismo». Interessanti, per una seria riflessione, i dati proposti nell'ampia relazione di Albarosa Nesti che ha preso in esame la struttura organizzativa attuale dei comuni rilevando, fra altro che già quattro servizi sono stati associati fra i quattro comuni: sociale, polizia, educazione degli adulti e diritto allo studio e già il segretario comunale lavora per più comuni montani. Ma i dati più rilevanti sono quelli relativi alle economie di scala: «Uniti disporremmo di 18 milioni di euro per il bilancio e potremo utilizzare diversamente i 127 dipendenti attuali dei quattro comuni. Non più 4 ragionieri, 4 ingegneri, 4 segretari che fanno le stesse cose; non più 4 consigli, 4 giunte, 4 sindaci ecc». Dice Andrea Tonarelli: «Uniti, noi giovani, diciamo sì. Divisi siamo come una matita che facilmente si rompe. Unite quattro matite e vedrete che resistenza faranno alla rottura». Valerio Sichi ha sottolineato che l'ammontare dei contributi statali e regionali straordinari di cui il Comune Unico potrà disporre nei prossimi dieci anni ammontano alla non indifferente cifra di 11 milioni. Dopo aver constatato il fallimento della politica fin qui seguita, è toccato a Giampaolo Merciai, concludere, il lavoro del comitato con l'affermazione «Il Comune Unico non solo è necessario, ma indispensabile». Nel dibattito che è seguito dieci sono stati gli interventi, tutti a favore del Comune Unico. Gabriele Ferrari, presidente Avis «40 anni fa scegliemmo di diventare Avis della montagna e non più solo di San Marcello, fu una scelta vincente. Oggi siamo la migliore della provincia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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