Il Tirreno

Pistoia

Ritardi, ping pong tra Breda e sindacati

di Fabio Calamati
Ritardi, ping pong tra Breda e sindacati

L’accusa: fornitori pagati a un anno, ci manca il materiale. L’azienda ribatte: nessun contrattempo, neanche sull’ Etr 1000

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PISTOIA. Tra Rsu- sindacati metalmeccanici e AnsaldoBreda è un vero ping pong di dichiarazioni quello che si è acceso negli ultimi due giorni. Al centro, la situazione dello stabilimento di via Ciliegiole: gravida di problemi per i primi, sostanzialmente in salute per la seconda. Ad un primo comunicato dei sindacati (Rsu aziendale più i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Ugl), martedì scorso, aveva replicato una nota dell’azienda il giorno successivo. Ieri le organizzazioni sindacali sono tornate alla carica confermando le loro preoccupazioni, ma anche AnsaldoBreda ha ridetto la sua, con un’altra breve nota che ribadisce il cambio di stile nella comunicazione del gruppo ferroviario, fino a ieri abituato soprattutto ai silenzi.

L’argomento del contendere, come detto, rimane la situazione interna all’azienda. Secondo i sindacati ci sono «disfunzioni e ritardi nell’efficientamento, nella progettazione, nelle forniture e sui prodotti in linea di costruzione».

«Che vi siano problemi – commenta il segretario provinciale Fiom Nicola Riva – mi pare difficile da negare. Visto che i fornitori vengono pagati con tempi anche di un anno. Il risultato è che in fabbrica ci sono problemi negli approvvigionamenti del materiale che serve per lavorare. Di qui i contrattempi e i ritardi che riguardano tutte le linee di produzione, compresa, ovviamente, quella dell’Etr 1000».

Circostanza, quest’ultima, seccamente smentita dall’azienda, che ha messo nero su bianco come il lavoro sul nuovo supertreno per le Fs sia in linea con le previsioni (secondo i piani aziendali, il prototipo del nuovo Etr dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno). «Ci fa piacere – ribatte Riva con un filo di ironia – ci prepariamo quindi ad incassare il premio di risultato previsto a fine anno».

L’Etr 1000 è un argomento sensibile per AnsaldoBreda. Il nuovo supertreno ad alta velocità è al momento il prodotto di punta del gruppo, la sua bandiera: logico, quindi, che qualunque ombra debba essere scacciata. Non è un caso che mercoledì prossimo, dopo diversi anni che non succedeva, lo stabilimento di via Ciliegiole riapra i battenti alla città proprio per consentire a tutti di ammirare il “mock up” (modello in scala 1:1) del nuovo treno. Ma proprio su questo punto insiste il comunicato sindacale di ieri. «Non basta purtroppo un mock up di un treno per affermare che tutto va bene... I ritardi nei pagamenti dei fornitori sono purtroppo la normalità consolidata e creano problemi negli approvvigionamenti... L’unica certezza è la disponibilità dei lavoratori a sviluppare il lavoro che gli viene assegnato e la capacità di realizzarlo con scarsità di mezzi e strumenti». AnsaldoBreda incassa: «L’azienda – spiega la nota di risposta di ieri –apprezza, al di là delle ironie, lo spirito di collaborazione manifestato dai sindacati. Tuttavia conferma quanto dichiarato in merito a ritardi o crisi di liquidità. Non è con le polemiche che si risolvono i problemi, né con gli allarmismi ingiustificati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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