Sicurezza
I residenti: «Sì alla Ztl in via Pacini»
Già più di cento firme sotto un documento che sarà consegnato al sindaco. «Tuteliamo salute e qualità della vita»
PISTOIA. Ritengono di essere la maggioranza, finora silenziosa, che approva la decisione del sindaco di ampliare alla zona di via Pacini la Ztl e, dopo aver assistito alle prese di posizione e alla mobilitazione dei commercianti e degli operatori della zona, contrari al provvedimento, hanno deciso di uscire allo scoperto. Sono i residenti di via Pacini, via delle Pappe, via Bonfanti, via e piazza San Bartolomeo e primo tratto di via San Marco (fino all’incrocio di via Baroni), che già avevano fatto avere a Samuele Bertinelli una lettera di appoggio e di plauso per la decisione. Ora, con il supporto del comitato “Qualità dell’abitare” di via degli Argonauti, hanno redatto un documento che porteranno al sindaco e che rendono pubblico. Al primo firmatario, Giampaolo Aiuti, si aggiungono già un altro centinaio di residenti.
«Abbiamo raccolto queste firme in poche ore – spiega Aiuti – e praticamente tutti i residenti si sono detti d’accordo con la nostra iniziativa. Continueremo a far passare il documento di casa in casa, per raccogliere altre firme».
Nell’iniziativa, dicono i promotori, non c’è alcun intento polemico nei confronti dei commercianti, contrari alla Ztl, dei quali si comprendono le preoccupazioni. Ma i residenti vogliono far presente che esistono anche valutazioni diverse, che credono peraltro maggioritarie, che prendono in considerazione altri fattori, come la qualità della vita, la sicurezza, la salubrità dell’aria e la vivibilità del centro storico.
Nel documento parlano del futuro della città «che ci auguriamo non tanto lontano e, soprattutto, di un futuro che non sia solo un traguardo, ma un punto di partenza per qualcosa d’altro. Per qualcosa di migliore. Un futuro che inevitabilmente passa dalla proposta dell’amministrazione comunale di estendere la Ztl ad altre e centralissime aree della città, immediatamente a est di Piazza del Duomo».
I firmatari, che ricordano di non aver interessi economici da difendere, hanno aspettato lasciando che altri esponessero le loro ragioni. Ma adesso sono decisi a far sentire anche la loro voce.
«Gli interessi che dobbiamo difendere – affermano – sono quelli molto più semplici e umani: una casa, una famiglia, delle necessità, i propri sogni. La vita stessa».
A supporto della loro posizione i firmatari hanno individuato alcuni punti:
«Vogliamo restituire le piazze e le strade (una volta che saranno liberate dal traffico) alla loro vera funzione, che è quella per le quali erano state concepite: una dimensione urbana – sostengono – più vivibile e sostenibile. Una dimensione che faccia ritrovare ai cittadini la propria perduta identità e il senso comune dello stare insieme, che è quello di condividere liberamente qualità e bellezza della città. Dobbiamo capire che essere a 50 metri dal centro della città, dal suo cuore pulsante che è la piazza del Duomo, non vuol dire trovarsi in una periferia suburbana. La nostra è l’unica città toscana che non ha ancora sviluppato tutto il suo potenziale architettonico, artistico e urbano (il rapporto abitanti/Ztl è il più basso in assoluto). E, quindi, indubbio che l’itinerario turistico e culturale di Pistoia per usufruire di tutti i suoi sbocchi, dovrà iniziare a utilizzare anche quelli fin qui inespressi o sotto-utilizzati».
Altro obiettivo da raggiungere, per i firmatari, è una città più vivibile, che abbia al suo interno più verde da respirare. Un risultato irraggiungibile «senza modificare alcune deleterie abitudini, senza dare un senso al traffico. Le macchine devono avere dei punti su cui convergere (parcheggi), e lì devono fermarsi. Non possono continuare a girare intorno a qualcosa, alla ricerca di qualcos’altro che non esiste. Quindi la prima abitudine mentale da cambiare è quella di sapere che occorre lasciare la macchina cento, duecento metri più in là, ma in un posto certo e sicuro. Da dove, se si vorrà, si faranno due passi a piedi, altrimenti si prenderà un bus che ci condurrà dovunque».
Irrinunciabile è poi, per i firmatari, ridurre l’inquinamento in via Filippo Pacini «una delle strade più inquinate della città. Anche per il bene nostro e dei nostri figli, è disumano e insensato continuare così. Avere la sede della propria attività in un’area qualificata ha un’enorme importanza; basti pensare alle differenza che ci sono tra un fondo commerciale posto nel bel salotto cittadino e un analogo fondo che si trova in un’area degradata e periferica (pur con un traffico intenso). La nostra speranza – concludono i firmatari – è quella che in futuro non debbano più esserci nella nostra città zone degradate».
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