Italia
È scontro sulla riapertura del Circolo Arci di Bonelle
Su posizioni contrapposte chi fino a poco tempo fa ha gestito le attività e gli ex dipendenti. Domani il via alla sottoscrizione per reperire i fondi
PISTOIA. La volontà di riaprire il circolo Arci di Bonelle da una parte, il futuro degli ex dipendenti dall’altra. Questo il duplice destino che accomuna e, al tempo stesso, separa in modo netto chi ha gestito per un verso o per l’altro quel circolo fino a pochi mesi fa, da quando la cooperativa “Sun & Service”, che da luglio aveva avuto in gestione il bar dal consiglio del circolo. Ieri presidente e soci del circolo hanno presentato la proposta di rilancio, anticipata dal Tirreno nell’edizione di ieri. L’idea è quella di riaprire il circolo attraverso una sottoscrizione, che inizierà domani stesso con una cena, alla quale parteciperà il sindaco Samuele Bertinelli. Il rilancio, su base volontaria, avverrà al grido di “Salviamo la Casa del popolo di Bonelle”, come recita una lettera che da qualche giorno circola su Facebook.
Dall’altra parte ci sono gli ex dipendenti della cooperativa, qualcuno socio della Casa del popolo, che si sono trovati improvvisamente in mezzo alla strada senza sapere il loro destino. Ieri sei di loro si sono incontrati col sindaco Samuele Bertinelli. «Gli abbiamo esposto la situazione – racconta Francesco Macrì – e lui ci ha ascoltato molto attentamente ed è stato disponibile. Ha detto che prenderà informazioni e ci farà sapere. Sembra che la priorità sia quella di riaprire il circolo, ma noi dipendenti siamo stati messi da parte. Allla recente assemblea hanno detto a chiare lettere che non gradiscono neppure che ex dipendenti facciano volontariato. Una pretesa singolare, visto che chi è socio può fare il volontario al pari degli altri».
Insomma, i dipendenti, che in realtà sono otto ma due non erano presenti all’incontro con Bertinelli, si sentono presi tra due fuochi: da una parte la cooperativa, dall’altra i vertici della Casa del popolo. «Il circolo dice che non siamo figli suoi, il sindacato non si fa vivo – prosegue Macrì. Le uniche certezze che abbiamo sono quelle che non vediamo un euro da maggio, non sappiamo se saremo licenziati e in che forma né se potremo accedere agli ammortizzatori sociali, indennità di disoccupazione o altro. Siamo qua ad aspettare qualcosa di nuovo, ma per ora non arriva nulla».
Tanta amarezza nella parole dell’ex dipendente della cooperativa, il quale annuncia altre iniziative. «È chiaro che non ci fermeremo qui. Dopo il sindaco forse coinvolgeremo qualche altra istituzione per cercare di sbloccare questa situazione paradossale».
Intanto, sul fronte della rinascita del circolo, l’appuntamento è a domani sera con l’aperitivo-cena e la sottoscrizione straordinaria.
Francesco Albonetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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