Il Tirreno

Pistoia

Scoperti i truffatori dello specchietto

di Massimo Donati
Scoperti i truffatori dello specchietto

Una denuncia e due auto sequestrate grazie ai controlli della polizia tra un gruppo di nomadi siciliani a Pontelungo

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PISTOIA. Probabilmente erano arrivati in città proprio con quell’obiettivo: mettere a segno quante più truffe possibili prima di trasferirsi in un’altra zona. Ma sono stati costretti a dileguarsi con largo anticipo, dopo che la polizia ha scoperto che erano proprio loro, un gruppo di nomadi siciliani accampati nei pressi di Pontelungo, i “truffatori dello specchietto” che da qualche tempo stavano imperversando nel Pistoiese.

Grazie alla denuncia tempestivamente sporta da una loro mancata vittima, uno dei nomadi è anche stato denunciato a piede libero per tentata truffa in concorso, mentre due auto utilizzate per i colpi sono state sequestrate.

Nella mattinata di sabato scorso, una volante della questura, impegnata in servizio di prevenzione dei reati è andata al campo nomadi di Pontelungo per controllare le auto presenti e identificarne i proprietari. Gli agenti hanno così scoperto che una Suzuki Swift corrispondeva, anche nel numero di targa, all’auto utilizzata qualche giorno prima per mettere a segno una truffa ai danni di un anziano automobilista di Pistoia: mentre era alla guida della propria auto, nel passare accanto alla Suzuki parcheggiata al lato della strada, aveva sentito un colpo (probabilmente un sasso o un bastone tirato appositamente contro la sua carrozzeria); subito dopo era stato affiancato dall’utilitaria e invitato a fermarsi; a bordo, un uomo e una donna che sostenevano che nel passare aveva urtato, rompendoglielo, il loro specchietto laterale con il suo; nessun problema però, se avesse dato loro 200 euro per la riparazione non ci sarebbe stato bisogno di mettere in mezzo le assicurazioni, che avrebbero poi certamente aumentato il premio della polizza ad entrambi; e l’anziano aveva accettato, per poi capire solo dopo di essere stato vittima di una truffa.

Sabato, la Swift e i due uomini che risultavano esserne i proprietari sono stati portati in questura per accertamenti, ma la polizia non ha potuto prendere provvedimenti visto che l’anziano, per paura di ritorsioni, non ha voluto sporgere denuncia. Il caso ha voluto però che proprio in quel momento in questura si presentasse un’altra vittima, un uomo, per denunciare di essere scampato la sera prima a una truffa simile, in via Erbosa. A chiedergli 200, due uomini a bordo di una Ford Fiesta. E gli agenti, che erano appena tornati dal campo nomadi, si sono ricordati che modello e targa corrispondevano a un’auto appena controllata. Così sono tornati a Pontelungo e hanno accompagnato in questura le due donne che sostenevano di essere loro le proprietarie di quell’auto.

Gli agenti non hanno però creduto alla loro versione e, terminata l’identificazione, hanno pensato bene di seguirle quando sono uscite dagli uffici di via Macallè. E poco lontano, le hanno viste mentre si incontravano proprio con due uomini, uno dei quali era lo stesso che il venerdì sera aveva chiesto i 200 euro in via Erbosa (l’altro non era sceso dall’auto e non era stato visto in faccia). Il nomade, 36 anni, è stato denunciato a piede libero, mentre la Fiesta è stata sequestrata. I poliziotti hanno potuto verificare che lo specchietto del lato guidatore era stato manomesso: due segni di pennarello per simulare dei graffi e lo specchio attaccato solo con un po’ di stucco in modo da staccarsi al minimo urto. Già nella giornata di domenica, l’intero gruppo di nomadi (una trentina di persone) avevano lasciato Pistoia.

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