La protesta
Giornata cruciale per il circolo di Bonelle
Doppio appuntamento: i dipendenti vanno dal sindaco, i soci presentano il rilancio dell’attività
PISTOIA. Sono due gli appuntamenti che stamani dividono il Circolo Arci di Bonelle, ufficialmente chiuso da lunedì 8 ottobre, per volontà di Sauro Ticciati, presidente della cooperativa “Sun & Service”, operante nel settore fotovoltaico, che a luglio 2011 ha ricevuto in gestione il bar. Entrambi avranno luogo alle ore 10 ed entrambi avranno come tema centrale il futuro del circolo.
A cambiare saranno i protagonisti: da una parte, a Palazzo di Giano, il sindaco Samuele Bertinelli riceverà gli 8 dipendenti della cooperativa, ed ex dipendenti del circolo, costretti a vivere in un limbo ghiacciato, senza stipendio da maggio e non ancora licenziati; dall’altra, proprio al circolo, i soci e il presidente annunceranno ufficialmente l’organizzazione di un evento che si svolgerà sabato 27 ottobre alla presenza dello stesso sindaco Bertinelli, con un aperitivo e una cena alla quale seguirà una sottoscrizione straordinaria per rilanciare l’attività.
Due appuntamenti in contemporanea che ben descrivono la situazione bipolare che tutti questi soggetti stanno vivendo giorno dopo giorno. Pochi giorni fa, durante un’assemblea dei soci, ai dipendenti è stato fatto capire chiaramente che la loro condizione non dipende dal circolo, anche se è stato proprio il consiglio a cedere alla cooperativa la gestione del bar, a causa di difficoltà economiche altrimenti non risolvibili. La stessa linea è stata ribadita, fra le righe e con toni meno accesi, anche nella lettera intitolata “Salviamo la Casa del Popolo di Bonelle” che già da ieri circolava su Facebook, nella quale si parla di un “cambio di rotta e un ritorno alle origini che ha già coinvolto un gran numero di soci disposti a ripartire con la sola forza del volontariato”.
Nessun accenno ai dipendenti che, non essendo stati licenziati, al momento non possono né accedere ai sussidi di disoccupazione né cercare altri lavori, con davanti un’unica remota possibilità paventata dalla presidente della Casa del Popolo, Enrica Fragai: la cassa integrazione, che però dovrebbe essere concessa dalla cooperativa, assente da settimane sia nei confronti degli 8 dipendenti che del consiglio del circolo.
Che l’intenzione fosse quella di andare avanti con il volontariato lo si era capito già lo scorso sabato, quando pur di non tenere chiuso il circolo, la presidenza e il consiglio hanno deciso di aprire la pizzeria e tutto il piano terra, dove, dietro le sbarre ancora chiuse dell’ingresso principale, si potevano intravedere i soci e i frequentatori storici intenti a guardare il posticipo serale della serie A. Il dialogo fra le parti sembra ormai destinato a dividersi in due binari paralleli per chiari motivi legali di attribuzione di competenze, come nel caso del pagamento del Tfr che, teoricamente, fino a luglio dello scorso anno, doveva essere di competenza del circolo che licenziò i dipendenti affinché potessero essere ri-assunti dalla cooperativa. (m.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
