Proteste
Breda: sull’Etr 1000 nessun ritardo
L’azienda smentisce seccamente le preoccupazioni dei sindacati
PISTOIA. A stretto giro di posta, netta e tagliente, è arrivata ieri la replica di AnsaldoBreda al preoccupato comunicato dei sindacati metalmeccanici e della Rsu sulla situazione dell’azienda ferroviaria. Un fatto abbastanza inconsueto: in passato AnsaldoBreda aveva fatto passare sotto silenzio critiche e accuse anche più pesanti.
«AnsaldoBreda – si legge nella breve nota diramata dall’ufficio stampa – smentisce categoricamente che vi siano problemi in corso, così come riferito dalle organizzazioni sindacali, in merito alla commessa dell’Etr 1000. Il piano di avanzamento del treno prosegue secondo le linee direttive impartite».
Nel loro documento, Fim, Fiom, Uilm e Ugl avevano invece sostenuto che all’interno della fabbrica di via Ciliegiole si vivono quotidianamente grosse difficoltà «relativamente agli approvvigionamenti produttivi che nella crisi di liquidità dell’azienda rischiano di procurare ritardi nella realizzazione delle commesse in corso, tra cui anche il nuovo treno Etr 1000».
Secondo i sindacati, la causa dei problemi di approvvigionamento sarebbe da ricercare in una situazione economica «insostenibile, che senza una adeguata iniezione di risorse rischia di portare nel breve termine dallo stato di crisi attuale ad uno stato irreversibile di insolvenza con pesantissime ricadute sul territorio e sull’occupazione». Ma anche qui la nota di ieri interviene in modo netto: «Altresì – si legge ancora – non risulta alcuna crisi di liquidità. Spiace constatare il diffondersi di voci infondate riguardanti l’azienda».
L’Etr 1000 è il nuovo treno ad alta velocità commissionato da Trenitalia al raggruppamento d’imprese composto da AnsaldoBreda (che si occupa del 60% della commessa) e Bombardier. L’azienda deve realizzarne 50 in tutto e il primo treno dovrebbe uscire entro fine anno dallo stabilimento di via Ciliegiole.
Proprio l’altro ieri, raccogliendo l’ennesimo appello dei sindacati, il presidente della Regione Enrico Rossi era tornato a chiedere con fermezza al governo l’apertura di un tavolo sulla situazione di AnsaldoBreda. Tavolo che peraltro era già stato promesso – ma non aperto – dal sottosegretario De Vincenti.
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