Sicurezza
Via libera nella notte alle nuove tariffe
Dibattito-fiume in consiglio comunale su mense e servizi scolastici. Respinta la richiesta di sospensiva avanzata dal Pdl
PISTOIA. Voto notturno per le nuove tariffe delle mense e degli altri servizi scolastici del Comune. Dopo un dibattito durato oltre dieci ore, il consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe, senza nessuna sorpresa di schieramento, con la maggioranza che (pur tra qualche defezione) è riuscito a “tenere”i consiglieri sufficienti (occorreva la maggioranza assoluta) per il voto.
Le nuove tariffe. Rispetto al provvedimento di luglio, che tante ire ha scatenato tra le famiglie degli utenti, soprattutto delle mense scolastiche, le nuove tariffe sono complessivamente ritoccate al ribasso, ancor più dell’ipotesi circolata nei giorni precedenti al consiglio comunale. Ad esempio, la fascia tra 15 e 18.000 euro Isee pagherà 4,90 euro a pasto contro i precedenti 5,20; la fascia più alta (40.000 euro e oltre, introdotta ex novo visto che prima ci si fermava a 30.000) pagherà 6,10 e non 6,50. Inoltre, le quote fisse sono state dimezzate da 8 a 4 euro al mese per tutti coloro che hanno Isee sotto i 18.000 euro.
Inoltre la giunta ha introdotto agevolazioni per le famiglie con più figli ai servizi, per chi ha perso il lavoro, per le coppie separate.
Documenti approvati. Il più rilevante è stato presentato dallo stesso sindaco Bertinelli: puntualizza la volontà della giunta di destinare ogni risorsa aggiuntiva che potesse venire dalle somme pagate dagli utenti ad un fondo dedicato alla riduzione delle tariffe scolastiche per l’anno 2013-2014. Proposta approvata. Così come la raccomandazione di Paolo Lattari (Pistoia Spirito libero) in cui si chiede che la Regione riveda sollecitamente le linee guida per la ristorazione scolastica definendo meglio l’ambito applicativo.
L’ordine del giorno Pdl. Respinto l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Pdl, che chiedeva innanzitutto la sospensione delle tariffe di luglio e della proposta di revisione poi approvata. La presentazione è stata svolta dalla capogruppo Anna Maria Celesti. Il documento chiedeva anche la riformulazione delle tariffe secondo principi di equità, qualità e trasparenza, la riduzione della quota fissa, la copertura con risorse pubbliche, senza costi aggiuntivi per gli utenti del servizio, delle riduzioni e delle esenzioni dal pagamento. Infine, miglioramento della qualità dei pasti e trasparenza nei controlli e nelle comunicazioni. L’ordine del giorno, dopo un lungo confronto, è stato però respinto. Stessa sorte anche per una richiesta del Movimento 5 Stelle che chiedeva di riaffidare al Comune il servizio mensa, senza avvalersi più di aziende esterne, come avviene adesso.
Il dibattito. La discussione è stata comunque fluviale: impossibile, qui, offrirne una sintesi completa. Tra gli interventi, Capecchi Pdl) ha notato una certa confusione nei dati fornitidall?amministrazione. Per esempio, «è scorretto affermare che la copertura dei costi è del 98 per cento». Opinabile è anche il calcolo dei pasti preparati direttamente dal comune. Paolo Lattari, capogruppo di Pistoia Spirito Libero, ha definito la protesta dei genitori un modo di partecipare al miglioramento dei servizi.
Secondo Annamaria Celesti (capogruppo Pdl) «è stato indebitamente tassato un servizio a domanda individuale, per questo i genitori si sono indignati. Chiediamo la sospensione perché vengano fatte rispettando due principi fondamentali: libertà di scelta e trasparenza».
Braccesi (Pd) si è interrogato sulle ragioni della protesta mettendosi nei panni dei genitori. «Sono giunto alla conclusione che la tariffa è apparsa eccessiva rispetto al costo percepito. Le famiglie pagano il prezzo più alto della crisi economica»Alessio Bartolomei, capogruppo di Pistoia Futura, ha detto,ringraziando, che la protesta dei genitori ha rigenerato una politica distratta. Ruganti, capogruppo di Insieme per Pistoia, ha osservato che la mensa è un importante momento di relazione, la cui qualità deve essere preservata come le qualità del cibo.
Secondo Giovanni Sarteschi, capogruppo Pd, l’opposizione ha spostato la mira dalle tariffe a temi fra i più disparati, dopo aver visto che la revisione proposta dalla giunta ha dato un assetto equo al piano tariffario, in linea con la giustizia sociale. «La modulazione tariffaria dimostra la perfetta buona fede dell’amministrazione, che ha raggiunto una sintesi utile ascoltando i cittadini, senza prendere in giro nessuno». Rosalia Billero, capogruppo di Federazione della Sinistra, ha osservato che la povertà non è una scelta. «I servizi sono stati organizzati per chi lavora. I nuovi ricchi hanno trasformato in scabrosa una questione di 30 centesimi. Oggi la solidarietà è quanto mai necessaria: chi ha di più pagherà di più».
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