Proteste
Rossi: «Passera risponda su Breda»
Richiesto di nuovo un tavolo di confronto sul futuro dell’azienda ferroviaria
PISTOIA. La Regione torna all’attacco sul futuro di AnsaldoBreda. Il presidente Enrico Rossi ha scritto al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e al sottosegretario Claudio De Vincenti perché sia convocato con urgenza «un tavolo nazionale per far luce sul destino di AnsaldoBreda». Contemporaneamente tre senatori Pd, Vannino Chiti, Achille Passoni e Roberta Pinotti, hanno chiesto a Passera in una interrogazione come mai un’analoga iniziativa, promessa dal sottosegretario De Vincenti nel mese di settembre, non sia stata ancora attivata.
Rossi chiede al governo di esprimersi sull’efficacia del piano di risanamento avviato dall’azienda e sulle prospettive future del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano, precisando che «per la Toscana né il fallimento néuna vendita a spezzatino sono soluzioni accettabili». Del resto, come lo stesso Rossi sottolinea, c’è un «perdurante stato di incertezza sui potenziali acquirenti o partner industriali» dell’azienda, per la quale manca finora il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti (contrariamente a quanto avviene per Ansaldo Energia, sempre della scuderia Finmeccanica), elemento che potrebbe suscitare anche «cordate di soggetti privati».
In effetti la situazione dietro i cancelli di via Ciliegiole non è per niente rassicurante, almeno a giudicare dalle dichiarazioni della Rsu e dei sindacati metalmeccanici territoriali Fiom, Fim, Uilm e Ugl che ieri si sono incontrati con il sindaco Samuele Bertinelli, incontro dal quale è partita la decisione di coinvolgere nuovamente la Regione.
Secondo i sindacati la situazione economica dell’azienda è «insostenibile» e senza una adeguata iniezione di risorse «rischia di portare nel breve termine dallo stato di crisi attuale ad uno stato irreversibile di insolvenza con pesantissime ricadute sul territorio e sulla occupazione».
In azienda continuano le difficoltà di approvvigionamenti produttivi, che rischiano di provocare «ritardi nella realizzazione delle commesse in corso, tra cui anche il nuovo treno Etr 1000».
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