Lutto
«Qui il distretto non riparte altrove invece va meglio»
QUARRATA. Le aziende del settore legno e arredamento che ancora non hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per sopravvivere sono ormai l’eccezione. Il caso della Spagnesi spa che si avvia...
QUARRATA. Le aziende del settore legno e arredamento che ancora non hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per sopravvivere sono ormai l’eccezione. Il caso della Spagnesi spa che si avvia alla chiusura, è infatti, purtroppo, uno tra tanti. A settembre le ore di cassa integrazione attivate nel comparto sono aumentate di quasi il 48% rispetto allo stesso mese del 2011.
«Negli anni non c’è stata una variazione di tendenza – spiega Marco Ballati della Fillea Cgil – L’uso della cassa integrazione è costante e interessa sia le realtà industriali che l’artigianato. In questo secondo caso però la disponibilità di ammortizzatori è minore e – sottolinea - non dobbiamo dimenticare che gli artigiani, solitamente, lavorano come terzisti, quindi risentono pesantemente della crisi dell’intera filiera».
Come emerso dall’analisi del Centro studi di Confindustria Pistoia, illustrata proprio martedì scorso, il mobile incassa il risultato peggiore a livello provinciale in fatto di export nel primo semestre del 2012. «Siamo a -8,8%, il che equivale a circa 6 milioni e 400 mila euro in meno nelle esportazioni. Anche a livello nazionale la situazione non cambia. Il dato del mobile pistoiese, e quindi quarratino, è il peggiore».
Treviso, Monza, Pordenone e Udine registrano una ripresa dell’export. L’unico col segno negativo è il distretto di Como, che si assesta tuttavia su un -0,4%. Senza andare lontano, nel secondo trimestre 2012, mentre Quarrata registrava l’ennesimo arretramento, il mobile di Poggibonsi-Sinalunga segnava invece una crescita del 14,2% . Tutto ciò a fronte di un mercato interno bloccato. «La risorsa – commenta Ballati – è rappresentata dai paesi cosiddetti emergenti, dove abbiamo ancora carte da giocare. Il mobile quarratino non è finito: qui c’è capitale umano, ci sono competenze. Le imprese devono ripensare al modo di stare sul mercato. Ad esempio col passaggio ad altri settori, come quello dell’edilizia ecosostenibile, dove legno significa innovazione». (b.f.)
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