Il Tirreno

Pistoia

L’export resta al palo Nel primo semestre tra i peggiori in Italia

di Francesco Albonetti
L’export resta al palo Nel primo semestre tra i peggiori in Italia

Dati sconfortanti, il grido d’allarme degli industriali Mobile in caduta libera, si salvano piante e parte del tessile

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PISTOIA. Esportazioni pistoiesi al palo. Senza che, per il momento, s’intravedano spiragli o boccate di ossigeno. L’aspetto singolare in senso negativo, è che nel primo semestre 2012, al contrario di quanto è avvenuto nel resto della regione e d’Italia, il valore dei prodotti pistoiesi esportati non ha avuto quel trend alla crescita auspicato, ma è rimasto al di sotto del livello raggiunto nel periodo precedente alla crisi. Questo quadro è fornito nella consueta analisi presentata alla città dal Centro studi di Confindustria Pistoia e illustrata ieri mattina nella sede di piazza Garibaldi dal responsabile Renzo Vettori, dalla vicepresidente degli industriali Cristina Pasquinelli e dal direttore Carlo Stilli. Ecco in estrema sintesi la fotografia che emerge.

Confronti impietosi. A metà di quest’anno, rispetto al 2008, ci sono 37 punti precentuali in meno di crescita dell’export pistoiese rispetto a quello della Toscana, 17 punti in meno rispetto alla media italiana e addirittura il 50% in meno rispetto alle importazioni mondiali. I dati vengono appena stemperati se si tolgono alcuni dati anomali, per esempio quelli legati alla fluttuazione delle commesse Breda: lo scarto negativo resta del 13% rispetto alla Toscana e 10% rispetto all’Italia.

La frenata inattesa del 2012. Le esportazioni pistoiesi, dopo aver recuperato rispetto al minimo del 2009, sono state in discesa a partire dal terzo trimestre 2011.La frenata, imputata principalmente alla conseguenza negativa della “fase 2” della crisi finanziaria, è abbastanza diffusa, ma non maggioritaria: riguarda, infatti, 47 province italiane su 110. In Italia sono soltanto 34 (15 nel centro-nord, di cui 5 in Toscana), le province che hanno un livello di export inferiore a quello dell’ultimo massimo precedente la crisi e presentano anche un trend in discesa nel periodo più recente.

Export: Pistoia 80ª. Anche senza tener conto degli elementi di maggiore anomalia, a partire dall’inizio degli anni 2000 la provincia di Pistoia si è mantenuta sistematicamente attorno all’80ª posizione nella classifica della crescita trimestrale delle esportazioni.

Mobile a picco. Come è risaputo dai molti gridi d’allarme degli ultimi mesi, il mobile guida la classifica negativa dell’export, mentre si salvano parzialmente le piante vive, le calzature e parte del settore moda. Forte calo, dopo i dati positivi di un anno fa, per carta e cartone. I mercati dove si esporta. Pesa nel distacco fra crescita dell’export e crescita del mercato, la scarsa presenza sui mercati più dinamici del cosiddetto Brics (Brasile, Cina, India, Russia) e dell’Asia orientale, cioè i mercati in maggiore sviluppo, mentre contributi positivi arrivano all’elettromeccanica e dalla moda in MedioOriente e in Europa centro-orientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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