Il Tirreno

Pistoia

In aumento le famiglie italiane aiutate dal servizio Caritas

di Sauro Romagnani
In aumento le famiglie italiane aiutate dal servizio Caritas

In quattro comuni della montagna vengono assistitite 46 famiglie (120 persone) La crisi economica ha cambiato la provenienza, con un calo netto degli immigrati

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MARCELLO. Alla fine di questo mese il gruppo servizio Caritas di San Marcello compie 40 anni di attività, e 35 ne compie il fondo permanente solidarietà legato alla Caritas. Ma come vanno le cose in montagna in questi periodi di forte crisi economica? Come va la vita delle famiglie? È Daniela Fratoni a dare alcune risposte, nella sua qualità di coordinatrice del gruppo Caritas della parrocchia di San Marcello. Il gruppo si occupa anche del Banco alimentare. «Ogni 15 giorni o in casi di estrema necessità settimanalmente facciamo la consegna di generi alimentari alle famiglie. I nuclei familiari che usufruiscono del servizio sono in media 46 per un totale di circa 120 persone distribuite su tutta la zona della montagna (San Marcello, Cutigliano, Abetone, Piteglio). Effettuiamo anche un servizio domiciliare per le persone impossibilitate a muoversi. Il numero delle famiglie assistite è pressoché rimasto invariato, ma è cambiata la tipologia delle famiglie che usufruiscono del servizio. C'è una diminuzione dei nuclei stranieri ed un aumento di quelli italiani».

Gli alimenti distribuiti dalla Caritas vengono in parte forniti dalla Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura, della Comunità Europea) e in parte sono acquistati dalla Caritas. Nel 2011 la Caritas ha speso per questa voce oltre 6.000 euro e sappiamo anche che l'Unicoop della montagna destina parte del proprio bilancio a questi scopi, mentre la Pubblica assistenza di Gavinana si incarica di raccogliere fondi. C'è insomma una rete di volontariato, e non, che si preoccupa di distribuire alle famiglie in difficoltà generi alimentari costituiti da generi di prima necessità come pasta, biscotti, formaggio, zucchero, farina, latte, olio e confezioni di fagioli, tonno, pomodori e altro. Al servizio della Caritas si può accedere in due modi. Attraverso un colloquio con i servizi sociali del Comune oppure con un colloquio con il responsabile della Caritas. «Vorrei ricordare – prosegue Fratoni – che tutta la gestione si svolge nel più completo anonimato e che la Caritas fa anche altro per le persone in difficoltà. In particolari in diversi casi interviene con il pagamento di affitti, di bollette o spese per medicinali. Oppure talune volte recapita pacchi a casa a chi non può ritirarli direttamente. Naturalmente la Caritas interviene nei limiti consentiti dalle offerte che riceve dai donatori».

Domenica 28, nella chiesa di San Marcello, alle ore 10, sarà celebrata una messa per ricordare tutti coloro che in questi anni hanno dato il proprio contributo al progetto di solidarietà realizzato dalla Caritas, «che ha permesso di metterci un po’ alla prova come cristiani, dandoci modo di sperimentare che davvero c’è più gioia nel dare che nel ricevere, che siamo veramente vivi solo quando ci dimentichiamo un po’ di noi stessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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