Sicurezza
«Immobili, stima inattuale all’appello mancano 2 milioni»
SERRAVALLE. Sulla “Variante Due” al regolamento urbanistico appena approvata in consiglio comunale, non si placano le critiche di “Serravalle Futura”. La prima è proprio sul progetto di punta...
SERRAVALLE. Sulla “Variante Due” al regolamento urbanistico appena approvata in consiglio comunale, non si placano le critiche di “Serravalle Futura”. La prima è proprio sul progetto di punta contenuto nel provvedimento: l’alienazione di immobili comunali (come, ad esempio, di alcune scuole in vista dell’apertura del nuovo polo scolastico, del campo sportivo di via Matteotti, della palestra casalina) per realizzare altre opere: un nido, parcheggi, verde pubblico, nuovi impianti sportivi. «I conti fatti dall’amministrazione – incalza però il consigliere Gianni Manigrasso (Serravalle Futura) – sono campati in aria. La stima di 7 milioni e mezzo di euro degli immobili da dismettere, è di diversi anni fa e quindi destinata a crollare, visto che oggi queste strutture valgono molto meno: in caso di realizzazione del progetto qualcuno si dovrebbe accollare da un minimo di un milione e 400 mila euro a oltre 2 milioni di differenza».
Manigrasso è critico anche sulle Rocchine, il maxi complesso turistico previsto tra le colline del Montalbano. «In sede di approvazione della variante è stata infatti accolta un’osservazione presentata dalla società Le Rocchine, in cui veniva richiesta la rimozione dei controsoffitti per rendere gli appartamenti e le villette più gradevoli da un punto di vista estetico. Il sindaco Patrizio Mungai, con un colpo di non poco altruismo verso una società privata, si è impegnato ad accogliere la richiesta, nonostante questa comporti un aumento delle volumetrie con la possibilità, un domani, di poter realizzare dei soppalchi». E poi c’è il capito della Cava Bruni. «Con la variante – continua Manigrasso – è passato il progetto di trasformarla in una discarica di terreno inerte. Il brutto è che in caso di emergenza, secondo quanto approvato, può diventare una discarica classica».(b.f.)
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