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Canale 5 non manda in onda il Gabibbo sul caso-questura
PISTOIA. Sono rimasti delusi i pistoiesi che, sabato sera, si sono sintonizzati su Striscia la notizia, per seguire le gesta pistoiesi del popolare Gabibbo. Doveva, il pupazzo rosso più famoso d’Itali...
PISTOIA. Sono rimasti delusi i pistoiesi che, sabato sera, si sono sintonizzati su Striscia la notizia, per seguire le gesta pistoiesi del popolare Gabibbo. Doveva, il pupazzo rosso più famoso d’Italia, raccontare al pubblico tv l’incredibile vicenda della nuova questura-prefettura, ormai quasi completata nell’area ex Breda ma destinata – salvo clamorose novità – a non essere utilizzata dal prefetto e dagli agenti di polizia, perché il Ministero degli interni, dopo le ultime “spending review”, si è accorto di non avere i soldi necesari a pagare l’affitto che lui stesso aveva concordato, circa 1,2 milioni di euro l’anno.
Il gabibbo, però, si è occupato di altre cose e le immagini girate giovedì a Pistoia nessuno le ha potute vedere. Se n’è accorto anche Andrea Carobbi Corso, segretario provinciale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, che giovedì aveva illustrato alla troupe di Canale 5 l’intera vicenda.
«Non sappiamo – ha scritto deluso sul suo profilo Facebook – come mai non sia stata trasmessa la puntata di Striscia riguardante la nuova questura. Speriamo solo sia stata posticipata...».
Non aiuta a chiarire la situazione neanche Massimo Tomagnini, il giornalista di “Striscia...” che aveva preparato il blitz pistoiese della trasmissione. «Non so esattamente quale sia la ragione per cui il servizio non è andato in onda – spiega al telefono – ma sicuramente troverà posto in una prossima puntata».
Insomma, chi sperava di poter dare una spinta alla soluzione positiva della grottesca vicenda della nuova questura - prefettura avendo come alleato il pupazzo rosso di Canale 5 dovrà, per il momento, attendere.
Del resto è proprio questo che la città sta facendo da tempo, da quel 29 giugno 2009 in cui venne siglata l’intesa tra Ministero, Comune e Coop Muratori sterratori e affini, l’azienda che aveva acquistato il terreno dell’ex Breda dal Comune proprio per realizzarci la nuova sede di questura e prefettura: un colosso da 5 piani e 13.000 mq di superficie, del costo di oltre 20 milioni di euro. Quel giorno sembrava che non vi dovessero essere più problemi: polizia e polstrada avrebbero finalmente lasciato presto le loro vecchie, inadeguate e pericolose sedi. Ma alla fine del marzo scorso, ecco il fulmine a ciel sereno: il Ministero rinuncia all’operazione, non ha soldi per l’affitto.
Dopo aver espresso parole dure contro la retromarcia del Ministero dell’interno, il sindaco Bertinelli ha iniziato un paziente (e riservatissimo) lavoro diplomatico per trovare una soluzione alternativa. Ma intanto la città aspetta. E da oggi aspetterà anche il Gabibbo.
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