Italia
Degrado e calcinacci il Conservatorio come tre mesi fa
Residenti e commercianti sono su tutte le furie «Via S. Caterina è ancora chiusa e transennata»
MARCELLO. Più di tre mesi sono passati dal crollo che nell’estate scorsa interessò lo storico conservatorio di Santa Caterina. Era il 6 luglio mattina quando il paese trovò una spiacevole sorpresa al risveglio: parte dello storico edificio, corrispondente ad una porzione del tetto ed il cornicione sopra la porta di ingresso, erano crollati. Più di tre mesi sono trascorsi, eppure gettando un’occhiata verso il conservatorio, si direbbe che il crollo sia avvenuto proprio ieri. L’edificio è ancora pericolante. La via Santa Caterina ancora chiusa al transito pedonale e la chiesa settecentesca inagibile. Persino i calcinacci residui dal crollo non si sono mossi, triste simbolo del decadimento che da anni interessa l’edificio. Un cantiere aperto nel pieno centro storico del paese. Se da un lato la situazione non si è sblocca, dall’altro l’indignazione di chi, residente o villeggiante, si trova ogni giorno sotto gli occhi questa scena ha raggiunto i massimi livelli. «È una situazione allucinante – afferma Marco Montagni, titolare di una bottega di generi alimentari a pochi passi dal conservatorio – la via Santa Caterina è chiusa da mesi e questo genera un grosso danno economico alle attività commerciali nei suoi pressi». Entrambi gli accessi alla stradina sono infatti chiusi. Così le persone che erano solite lasciare l’auto nel nuovo parcheggio sovrastante o costeggiare l’ospedale Pacini per raggiungere a piedi in pochi passi la piazza Matteotti, si vedono precluso il passaggio.
«Quel parcheggio, prima sempre pieno, adesso rimane per metà vuoto – prosegue Montagni – prima della chiusura per via santa Caterina transitavano un centinaio di persone al giorno. Molte sfruttavano il passaggio per venire a fare la spesa in questa zona. Adesso che la comodità non c’è più ed i posteggi in piazza non si trovano, la gente preferisce parcheggiare altrove e fare la spesa al supermercato. Per me gli affari sono calati di un buon 15%». Seppur preferisca rimanere nell’anonimato una residente esprime la rabbia di chi è costretto a convivere col degrado sotto casa. «Il degrado di questa zona è palese – protesta la residente – neabbiamo parlato più volte col sindaco, ma tutto è rimasto così. Si potrebbe almeno sostituire l’impalcatura pericolante con una nuova e più sicura in modo che le persone non vengano colpite da eventuali calcinacci e riaprire la strada. La chiusura della via Santa Caterina reca difficoltà a tante persone. Tutti gli accessi sono transennati. I residenti anche solo per andare in farmacia o ai cassonetti devono fare tutto il giro passando per l’ospedale. Per chi vuole praticare la raccolta differenziata, poi, la strada si allunga ancor di più per raggiungere i cassonetti alle scuole. Per non parlare delle condizioni di degrado in cui versa la strada, adesso che non è più transitata più sporca che mai. Toccherà a noi residenti andarci a pulire per ripristinare almeno le condizioni di decenza». «Il sindaco aveva ribadito più volte in campagna elettorale l’importanza del decoro urbano, argomento su cui mi trovava in piena sintonia – riprende Montagni – intanto però Santa Caterina cade in degrado e attira solo commenti molto negativi da parte di residenti e turisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
