Gioco
Tessile e maglieria produzione in calo nel primo semestre
Ordinativi in diminuzione nel 52% delle aziende intervistate Vettori (Assindustria): «Il manifatturiero ha perso l’11%»
AGLIANA. È ancora piuttosto negativa la situazione nell’economia aglianese. Tutto ciò emerge dal tradizionale incontro, promosso dalla Consulta comunale dell’economia e del lavoro del Comune di Agliana per fare il punto sulla situazione congiunturale emersa nel primo semestre del 2012.
La ricerca, effettuata come sempre su una cinquantina di aziende attive sul territorio locale, è stata presentata, lo scorso martedì in sala consiliare, da Renzo Vettori dell’Ufficio studi dell’associazione industriali di Pistoia.
Dopo i saluti dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore al commercio e alle attività produttive, Marco Pacini, il dottor Vettori ha inquadrato con puntualità la situazione economica internazionale, nazionale e distrettuale concentrandosi poi sulla realtà aglianese.
«La frenata dell’attività produttiva – ha evidenziato – si è leggermente accentuata durante il primo semestre di quest’anno secondo un percorso in parte annunciato dalle previsioni che le aziende aglianesi formulavano già all’inizio dell’anno».
Con i primi sei mesi del 2012 il peggioramento dei livelli produttivi è stato, purtroppo, avvertito in modo diffuso con un 52% delle aziende che una riscontrato una “diminuzione” mentre solo un 18% ha rilevato un “aumento” rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Si evidenzia che la progressione della congiuntura ha riflettuto largamente l’andamento dei settori prevalenti sul territorio aglianese (tessile e maglieria) dove la produzione «si è allineata al dato nazionale – ha sottolineato ancora Renzo Vettori – con un –11% come, per altro, la media dei settori manifatturieri aglianesi».
Gli ordini hanno evidenziato una contrazione inferiore (circa 2/3 rispetto a quella della produzione) e la loro diminuzione sembra il risultato di situazione di flessione relativamente concentrate. E il futuro? Anche a luglio, come all’inizio dell’anno le previsioni delle aziende presentano un elemento di negatività. «È rimasta elevata – ha concluso Vettori – la quota di aziende che non attendono cambiamenti di rilievo in questi ultimi mesi dell’anno.
Si tratta di un fenomeno particolarmente visibile nel caso di ordini dall’estero, per cui la gran parte delle aziende, addirittura il 94%, giudica poco probabili cambiamenti nel secondo semestre».
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