Gioco
L’export col freno a mano va bene solo il vivaismo
Il rapporto di Unioncamere sul secondo trimestre 2012 conferma le difficoltà di settori come carta, cuoio e maglieria. Vendite scese in 3 mesi del 6,1%
PISTOIA. Vira rapidamente al brutto il barometro del commercio estero pistoiese. Dopo la fiammata del 2010, le vendite all’estero si stanno rivelando un carburante sempre meno efficace. Lo dimostrano – se ce ne fosse stato bisogno – le cifre dell’ultimo rapporto di Unioncamere Toscana “Il commercio estero della Toscana - II trimestre 2012”.
Se il tasso di crescita delle vendite all’estero era stato del 14,2% nel primo trimestre dell’anno, a giugno la percentuale si è già dimezzata: 7,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per quanto riguarda Pistoia, la crescita tendenziale è di solo l’1%, con un contributo pratricamente nullo alla performance dell’export regionale. «Da un punto di vista settoriale – si legge nel commento ai dati firmato da Cristina Marullo – a fronte di ulteriori pesanti contrazioni delle vendite dei settori cartario (-45,9%), mobili (-8%), cuoio e pelletteria (-17,1), articoli di maglieria (-20,8), si osserva una buona ripresa delle vendite del settore florovivaistico (+17,6%) e, sebbene in misura inferiore, del settore tessile (+5,1%)».
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