Sicurezza
Anche il Gabibbo a fianco dei poliziotti
Il pupazzo di Striscia la notizia ieri in via Pertini per denunciare in tv la questione del nuovo Polo della sicurezza
PISTOIA. Anche il Gabibbo si schiera al fianco dei poliziotti pistoiesi. Ieri mattina, tra lo stupore dei passanti, il più famoso dei pupazzi televisivi di casa nostra ha fatto la sua comparsa in città, in via Pertini, per portare sugli schermi la questione del nuovo polo della sicurezza di Pistoia, che, ormai quasi terminato, rischia, a causa del dietrofront del governo, di non venire mai utilizzato per lo scopo per il quale è stato progettato: ospitare la nuova sede di questura, polizia stradale e prefettura.
Il rosso pupazzo di “Striscia la notizia” è arrivato alle ex Breda attorno alle 13 di ieri per girare alcune sequenze davanti al cantiere, richiamando immediatamente l’attenzione delle tante persone che, vista l’ora di punta, si trovavano a passare di là. Soprattutto ragazzi, usciti da scuola e diretti o provenienti dalla vicina stazione per tornare a casa, che non hanno perso l’occasione, telefonini alla mano, per qualche foto ricordo.
Nessun rappresentante delle istituzioni era invece presente: il Comune ha fatto sapere alla troupe televisiva inviata da Canale 5 che affiderà a un comunicato la propria posizione sullo scottante problema. Problema che nei mesi scorsi è stato ripetutamente al centro di interventi e pubbliche denunce da parte di sindacati di polizia, politici e amministratori pubblici. Proprio una segnalazione del Sindacato autonomo di polizia, lo scorso giugno, è stata il motivo dell’arrivo in città del Gabibbo.
Il servizio girato ieri, una volta montato e corredato di audio, verrà trasmesso durante la puntata di “Striscia la notizia” di sabato prossimo, 20 ottobre.
La vicenda. L'intesa siglata il 29 giugno 2009 tra prefettura-polizia, Comune e Coop Muratori (l'azienda che sta realizzando la nuova questura, edificio di cui rimarrebbe proprietaria) prevedeva un affitto annuo di 734.000 euro più iva per questura e polizia stradale e di 466.000 più iva per la prefettura. Specificava però che, nel caso in cui il Ministero si fosse ritirato dall'operazione – come di fatto è avvenuto – sarebbe stato il Comune a dover rivedere la destinazione urbanistica dell'edificio «al fine di consentirne l'utilizzazione per altre finalità».
Una clausola che libera di ogni problema Roma e contemporaneamente offre delle tutele alla Coop Muratori, che in tutti questi anni si è accollata una spesa di oltre 15 milioni (saranno 22 alla fine dei lavori). Ma trovare una nuova destinazione per un colosso di 13.000 metri quadri, diviso in cinque piani, non sarebbe certamente un compito semplice.
A dire il vero, Palazzo di Giano spera ancora di convincere il ministero dell'Interno a prendere in affitto la nuova sede della questura.
Il ministero ha giustificato il passo indietro con i tagli imposti dal governo alle spese, ma secondo i sindacati di polizia la decisione non sarebbe logica vista la differenza tutto sommato non enorme tra l'attuale e il affitto. Tanto più se si tiene conto delle spese di ordinaria manutenzione che negli ultimi anni il ministero ha autorizzato per la sede di via Macallè e di quelle che, con ogni probabilità dovrà autorizzare nel prossimo futuro.
Che quel palazzo di otto piani, nato decenni fa per ospitare appartamenti, è in preda alla fatiscenza è ben visibile a tutti dall'esterno. Basta un'occhiata agli intonaci che si sgretolano e ai tondini di ferro che fanno capolino dal cemento. Negli ultimi mesi almeno in tre occasioni sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e la Protezione civile per sopralluoghi e verifiche statiche. E al rischio per l’incolumità dei cittadini che la questura frequentano, si uniscono quelli che tutti i giorni corrono coloro che all’interno dell’edificio devono lavorare in condizioni di estremo disagio.
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