Il dolore
Strade al buio, proteste a San Marcello
«Fra poco è inverno e ci vorrà la pila». L’assessore: «Non abbiamo soldi, ma c’è pronto un intervento in via Marconi»
MARCELLO. Chi, viaggiando sulla strada provinciale 66 proveniente da La Lima, arriva a San Marcello dopo il calare del sole, non può che essere assalito da qualche perplessità. La zona posta all’ingresso nel capoluogo montano da qualche tempo è completamente al buio. Lampioni spenti e blackout più totale, se non fosse per qualche timida luce accesa nelle case lungo strada ed il chiarore dei lampioni che si scorge guardando verso piazza Matteotti. Oltre al disagio per i residenti, il blackout alle porte dell’abitato non è certo un bel biglietto da visita per il paese. Il problema, però, non si limita ad un tratto di via Matteotti. Svoltando sulla sinistra al primo incrocio, quello subito successivo alla sede della Croce Rossa, il blackout continua anche lungo tutta via D’Azeglio che tocca l’ospedale Pacini e giunge fino alla confluenza col Viale panoramico. Ed è buio anche in via IV Novembre, la stradina che da via D’Azeglio corre parallela a via Marconi. Insomma, sono parecchi i residenti stanchi di essere lasciati a lampioni spenti, specie se si considera che il problema persiste da almeno 6 mesi. Che cosa a è successo a quei lampioni? Di chi è la competenza? Solo una delle tre strade citate, in effetti, è di proprietà comunale, mentre via Marconi e via D’Azeglio sono provinciali. Questo, però, non influisce sul ripristino dell’illuminazione pubblica, sempre competenza dell’amministrazione comunale. Già da mesi è in corso una processione verso gli uffici di palazzo civico per segnalare il disagio e chiedere spiegazioni sul blackout protratto. «Ormai abbiamo perso le speranze – ci dice un residente – se chiediamo spiegazioni ci sentiamo rispondere che non ci sono soldi. Capisco il periodo economico difficile, ma qui il disagio è grosso. Specie adesso che è finita l’estate e le ore di luce naturale diminuiscono. In inverno, dopo le 17 non si vede più nulla e, anche per andare a buttare l’immondizia, ci vuole la torcia». Un bel paradosso se si pensa che proprio nei giardini in zona Rimembranza, attualmente al buio, sorge il blocco di cemento con il lampione non originale del primo impianto di illuminazione pubblica costruito nella nostra regione. San Marcello, infatti, fu la prima località toscana e la terza in Italia, dopo Milano e Roma, a veder arrivare nel 1887 l’illuminazione elettrica. «Abbiamo ben presente il problema e ci siamo già attivati per risolverlo – spiega l’assessore ai lavori pubblici Sonnj Paccagnini – la questione non è semplice. Il guasto è particolarmente complesso e non risolvibile con un intervento di ripristino immediato. Per aggiustare la linea in maniera definitiva occorrerebbe spaccare la strada, fra l’altro di proprietà provinciale, e sostituire il cavo. Un’operazione troppo onerosa che per adesso non possiamo svolgere. Così abbiamo deciso di ricorrere, ove possibile, a soluzioni temporanee». È il caso di via Marconi cui, essendo la strada di maggior transito, è andata la priorità d’intervento. «C’è già il progetto – prosegue Paccagnini – i lavori sono in procinto d’affidamento, è questione di una settimana al massimo. L’intervento costerà intorno ai 2mila euro e prevede la realizzazione di una rete aerea con una serie di allacciamenti volanti senza ricorrere alla rottura della strada».
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