Gioco
Raccolta di firme su una petizione
Si organizzano e si mobilitano i lavoratori colpiti dal provvedimento di Ceccobao
SERRAVALLE. I pendolari non si arrendono alla chiusura preannunciata in Regione. «Abbiamo bisogno di questa stazione, per noi è indispensabile. Gli autobus, col servizio attualmente attivo, non possono rappresentare una valida alternativa per chi deve andare a lavoro» dice Ilaria Peloso, cassiera che ogni giorno sale sulla carrozza a Serravalle Pistoiese, direzione Montecatini. La petizione contro il taglio sembra vicina. «Stiamo valutando alcune iniziative. Probabilmente – spiega Peloso – raccoglieremo delle firme tra i pendolari contro la soppressione. A causa di alcuni problemi di salute non posso prendere la patente. Il treno per me è vitale. Discutiamo sugli orari, ma non sull’esistenza della fermata. Quale sia poi il risparmio da ottenere col taglio, nessuno lo ha ancora capito: a Serravalle non c’è biglietteria, non c’è sala d’attesa. Io già adesso parto 2 ore prima per arrivare a lavoro senza ritardi. Con l’autobus la situazione diventerebbe insostenibile. Se tagliano Serravalle dovrei prendere il bus per andare alla stazione pistoiese e, da qui, tornare indietro con il treno. Oppure dovrei andare a Monsummano, aspettare la coincidenza per Montecatini e prendere un ultimo autobus per il centro. Il problema più grosso dei mezzi pubblici alternativi al treno sono le condizioni di viaggio. Negli orari di uscita delle scuole non si riesce neppure a salire. E’ veroche i pendolari che salgono alla stazione di Serravalle sono molti meno di quelli che montano a Pistoia, ma ci sono. Esistiamo».(b.f.)
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