Il Tirreno

Pistoia

Incontro sullo sciopero del panino

di Tiziana Gori
Incontro sullo sciopero del panino

I dirigenti valutano come affrontarlo,mentre la giunta vara i nuovi parametri e i genitori preparano il ricorso al Tar

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PISTOIA. Come fare con le famiglie che vogliono proseguire con lo sciopero del panino?Domani mattina è in programma un incontro tra i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi e dei circoli didattici per definire le modalità di comportamento nei prossimi giorni. Un punto della situazione e poi, se sarà possibile, una posizione comune.

«Questa protesta sta creando disagi - ha detto sabato il dirigente del Quinto circolo, Maurizio Monti, che ogni giorno deve (o meglio, doveva) gestire il servizio di mensa per 800 bambini - Sono stato più volte critico con Ristor’Art (l’azienda pratese che cura il servizio di mensa fino al giugno del 2013, ndr). Fino a 3 anni fa al Belvedere si mangiava bene. Da quando il cibo è cotto a Chiazzano le cose sono peggiorate, i pasti spesso arrivano freddi. Ma dobbiamo chiedere uno sforzo alle famiglie, perché come scuola stiamo soffrendo la situazione».

Una posizione condivisa da praticamente tutti i dirigenti che si trovano a gestire le proteste più “corpose”. In alcuni casi, come alle Raffaello, è stato chiesto esplicitamente d’interrompere la protesta e prendere una decisione: o a mensa o fuori dalla scuola prima del rientro del pomeriggio. Laddove non è stata presa nessuna decisione definitiva, ogni giorno vengono trovate soluzioni che scontentano famiglie, insegnanti e, in primo luogo, i bambini. Come anticipare l’ora del pranzo per gli alunni che attuano lo sciopero, facendoli mangiare in classe, e poi accompagnandoli a mensa dove si trovano costretti ad osservare i loro compagni che pranzano.

Il Comitato genitori del Quinto circolo ha chiesto al dirigente di suddivedere la refezione in due aree. «Molte famiglie vorrebbero - ha spiegato il presidente del Comitato, Alessandro Tesi - proseguire con i cibi portati da casa, per libera scelta». Monti non ha escluso, anche se le difficoltà organizzative non sarebbero poche.

Intanto ieri la giunta ha redatto la delibera che introduce i correttivi al piano tariffario: un’ulteriore fascia Isee oltre i 40mila euro (che pagherà 6,50 a pasto), la riduzione della quota d’iscrizione per tutti i servizi educativi e l’innalzamento, da 12mila a 18mila euro Isee, della soglia sotto la quale nessuno dovrà pagare più dello scorso anno.

Correttivi che non hanno convinto un fronte di genitori che prosegue sulla strada del ricorso al Tar. Ieri sera si è tenuto un incontro con due avvocati, Alessandro Fardello, del Foro di Prato, specializzato in diritto amministrativo, e Fabio Piccioli (sempre del Foro di Prato).

Venerdì sera è in programma l’incontro con un altro avvocato organizzato da altri genitori. La sintesi delle proposte confluirà, probabilmente, nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera che ha istituito il nuovo piano tariffario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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