Il Tirreno

Pistoia

Comune e Uisp verso le vie legali

di Beatrice Faragli
Comune e Uisp verso le vie legali

Piscina di Vignole, scontro sul cantiere fantasma dopo 2 anni e 300mila euro di lavori fatti male

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QUARRATA. Tutti corrono dall’avvocato, e della piscina di Vignole, a distanza di 2 anni dalla posa della prima pietra, restano soltanto 300mila euro di lavori fatti male che non supereranno l’inverno.

Salvo risposte positive dal palazzo di via Veneto, la Uisp di Firenze (capofila del progetto) annuncia l’avvio delle procedure per la rescissione del contratto e l’eventuale richiesta danni a carico del Comune di Quarrata. «Se le cose non cambieranno, la prossima settimana andremo dall’avvocato» dice il presidente del Comitato fiorentino Mauro Dugheri.

Dal canto suo anche il sindaco Marco Mazzanti, con determina approvata in giunta ieri mattina, ha deciso di incaricare uno studio legale fiorentino «per seguire la questione del contenzioso tra amministrazione e Uisp facendo luce su tutta la faccenda a tutela dei cittadini. I lavori – spiega il sindaco – sono fermi da mesi, delle poche opere fatte non si salva niente e la ditta costruttrice (attualmente in liquidazione, ndr) non ha ancora liberato il cantiere. Se la Uisp non sarà in grado di mantenere gli impegni presi attraverso la firma della convenzione, il Comune deve potersi tutelare nell’interesse dei cittadini».

I quarratini infatti, secondo quanto riportato da Mazzanti, finora hanno speso 200mila euro per la progettazione di una piscina fantasma. Non si tratta dei mutui accesi ma dei soldi già sborsati. Senza contare che, nel caso in cui l’impianto non venisse realizzato, qualcuno dovrà provvedere al ripristino dell’area.

La storia raccontata dalla Uisp, però, è ben diversa. Da Firenze parlano di confronti chiesti all’amministrazione comunale e ottenuti solo diversi mesi dopo, e viaggi alla volta di Roma con sorpresa finale. Nel marzo scorso infatti Dugheri ricorda che Uisp e Comune si sarebbero dovuti incontrare per sistemare la parte economica. In pratica l’ente locale doveva garantire per l’Unione di fronte al credito sportivo. Questo denaro però non c’è mai stato. «Al momento della garanzia fideiussoria – racconta Dugheri – non si sono presentati. Qualcuno dal Comune ci disse addirittura che non era urgente prendere un mutuo. Si tratta di oltre 2 milioni di euro. Intanto gli interessi sono lievitati. Già da maggio abbiamo individuato una ditta che può subentrare nel cantiere. Il 4 ottobre scorso abbiamo inviato l’ultima lettera all’amministrazione, dicendo ancora una volta che siamo pronti a ripartire. Per adesso nessuno ci ha contattati. Ci siamo esposti per 300mila euro di lavori. In questa condizione non s’arriva all’inverno».

Opposte le ragioni di Mazzanti. «La cifra chiesta dalla Uisp era aumentata, passando da un milione e qualcosa a oltre 2 milioni – spiega il sindaco – L’impegno non corrispondeva più al piano economico iniziale. L’amministrazione non può garantire per 2 milioni di euro alla cieca, di fronte al blocco del cantiere e a lavori fatti male. Per questo non ci siamo presentati. A settembre dalla Uisp ci dissero che avrebbero liberato il cantiere e che ci avrebbero comunicato il nome della nuova ditta costruttrice. Tutto ciò non è mai avvenuto. Ancora oggi non abbiamo accesso all’area. Di fronte a queste incertezze il Comune non ha ritenuto opportuno procedere con la fideiussione. Non avevamo la certezza, necessaria, su quale fine avrebbero fatto quei soldi pubblici. Siamo disponibili a dare garanzie solo di fronte a un quadro chiaro. Che adesso non c’è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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