Attenzione
Gruppo Pdl all’attacco della giunta su mense e traffico
PISTOIA. Il gruppo consiliare Pdl, guidato da Anna Maria Celesti, ha chiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale in merito alla tumultuosa questione delle mense scolastiche. Altro...
PISTOIA. Il gruppo consiliare Pdl, guidato da Anna Maria Celesti, ha chiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale in merito alla tumultuosa questione delle mense scolastiche. Altro tema scottante, quello dell'allargamento della Ztl nel centro storico, sul quale Celesti e il suo gruppo si trovano in disaccordo con Bertinelli, per quanto riguarda le modalità di raggiungimento dell’espansione della zona a traffico limitato.
«Prima di poter chiudere le strade al traffico, si dovrebbe pensare a molte cose, in particolare all'economia del centro cittadino, già duramente provata. Con il trasferimento dell’ospedale si toglierà un polmone che porta persone tutto il giorno e tutti i giorni nel centro cittadino. Inoltre, quale sarà il rilancio dell'area? E prima di allargare la Ztl, si dovrebbe pensare al trasporto urbano, dai bus alle piste ciclabili, fino ai parcheggi. Solo dopo aver affrontato tutte queste questioni si potrà allargare la Ztl, affinché non si crei un deserto nel centro cittadino».
Per quanto riguarda la cosiddetta protesta del panino, il gruppo Pdl chiede prima di tutto la sospensione della famosa delibera di giunta del 10 luglio scorso, con la quale è stato approvato il piano tariffario del servizio mense, e una riformulazione delle tariffe secondo i principi di equità, qualità e trasparenza.
«Un cittadino, quando iscrive i propri figli a scuola, deve essere consapevole di quanto andrà a pagare – spiega Anna Maria Celesti – Questa delibera deve essere bloccata per l'anno scolastico in corso perché lede i principi di trasparenza degli atti amministrativi. La rimodulazione delle fasce colpisce soprattutto i redditi medio-bassi e non tiene conto delle situazioni particolari».
Secondo il gruppo Pdl, la tariffazione sarebbe dovuta partire dal costo effettivo del pasto (4,90 euro) ed eventualmente andare a calare. «La mensa scolastica è un servizio a richiesta individuale, e questo sottolinea che la tariffa non può trasformarsi in una tassa, i soldi in più che entrano in Comune dovrebbero essere reinvestiti nei servizi. Anche le modalità di somministrazione dei pasti avrebbero dovuto seguire misure che invece, sono state disattese. Compito dell'ente pubblico è anche quello di controllare, senza prendere appuntamenti».
Il gruppo Pdl sottolinea anche che «si crea una lotta fra genitori e bambini. C'è anche la dignità delle persone, non tutti vogliono la carità, pagando meno, da chi invece paga di più, magari dal proprio vicino di casa».
Eleonora Ferri
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