Cercatori di funghi ora arriva la proposta del numero chiuso
Cutigliano, in consiglio comunale le nuove regole invocate dalla minoranza per far fronte all’assalto ai boschi
CUTIGLIANO. Il dibattito sulla necessità di regolare la raccolta funghi fa il suo ingresso nell’ordine del giorno di un consiglio comunale. Succede a Cutigliano, su iniziativa dei gruppi di minoranza "Democratici e Progressisti" ed "Insieme oltre le parole", che, dopo aver promosso l’incontro pubblico col consigliere regionale Gianfranco Venturi, hanno richiesto l’inserimento di uno specifico ordine del giorno per la modifica della legge regionale “Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei” nella scaletta del prossimo consiglio comunale.
«Il notevole afflusso di raccoglitori – si legge nel documento – nei mesi di settembre e di ottobre nei territori boscati dove nascono i funghi epigei spontanei di diversi comuni dell’Appennino Toscano, così come era già avvenuto nel corso dell’estate e dell’autunno 2010, con arrivo di numerosissimi cercatori dalla Toscana e dalle regioni limitrofe, in particolare l’Emilia, ha creato problemi all’ecosistema, ai terreni ed all’habitat in generale, mettendo a repentaglio la normale crescita delle specie fungine. L’afflusso non sufficientemente regolato ha creato difficoltà alla viabilità soprattutto nelle piccole borgate, sulle strade bianche o sterrate, interpoderali e forestali».
«Nella sola parte alta della Montagna Pistoiese (Abetone, Cutigliano, alcune zone dei Comuni di Piteglio, San Marcello Pistoiese e la zona di Pracchia-Orsigna del Comune di Pistoia) – proseguono allarmati i due gruppi di minoranza – si stima la presenza giornaliera di oltre 5000 cercatori nei giorni feriali e di oltre 7000 nei fine settimana».
«Constatato anche che la normativa di regioni a noi limitrofe disciplina la raccolta in maniera diversa, creando uno scompenso per i nostri territori, riteniamo che la legge regionale toscana necessiti di un urgente adeguamento ed una armonizzazione con le regioni limitrofe, al fine di regolare in modo migliore la raccolta, di armonizzare le normative nelle aree di crinale, di rendere omogenee le disposizioni e di tutelare adeguatamente i territori vocati ed i loro abitanti».
Seguono alcune proposte concrete di modifica della legge regionale. Si inizia con l’introduzione del divieto per legge di raccolta nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì (o meglio consentirla nei soli giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica) per uniformarsi alla normativa dell’Emilia. Si propone l’aumento degli importi delle autorizzazioni, attualmente irrisori, a 80 euro per sei mesi e 100 euro per dodici mesi, fermo restando la riduzione del 50 % per i residenti in montagna e in altri casi già previsti. Proposta poi l’introduzione di un’autorizzazione giornaliera di 15 euro, prevedendo il rilascio a cura degli enti locali anche in luoghi o esercizi pubblici prospicienti le zone di maggior afflusso. Ii proventi dovrebbero rimanere agli enti locali (Comuni , Unione di Comuni o Comunità montane).
Le entrate derivanti dovranno essere vincolate per la formazione di un maggior numero di Guardie ambientali volontarie per un controllo più adeguato al fine di preservare l’ambiente naturale e per l’organizzazione di corsi formazione ed educazione alla raccolta e alla tutela del bosco finalizzati sia alla conoscenza del prodotto che al rispetto dell'ambiente.
Si propone infine l’eliminazione dell’autorizzazione turistica differenziata per i non residenti in Toscana; la previsione di un numero chiuso delle autorizzazioni giornaliere per zone omogenee da quantificare localmente dalle Province, con l’ausilio delle Comunità montane, degli enti locali, dei corpi deputati alla vigilanza; l’incremento del numero di guardie ambientali volontarie, coinvolgendo gli stessi raccoglitori; l’adeguamento delle sanzioni amministrative correlate ai nuovi importi e modi di rilascio delle autorizzazioni; il criterio della superficie boscata vocata nella ripartizione degli introiti.
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