Il Tirreno

Pistoia

«Via Pacini, no alla Ztl senza un piano globale»

«Via Pacini, no alla Ztl senza un piano globale»

La Confesercenti propone in alternativa una zona a percorrenza controllata con limite di 30 all’ora e nuovi parcheggi di servizio. «Serve concertazione»

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PISTOIA. No alla Ztl in via Pacini, soprattutto se non inserita in un progetto complessivo di riorganizzazione e rilancio del centro storico che, assicurato in campagna elettorale, ancora non si vede. È netta la presa di posizione della Confeserceti, che ritiene che in via Pacini «non sia possibile un'estensione della Ztl, se non dopo l'avvenuta realizzazione di un vero progetto di riqualificazione urbana, ovvero un sistema di mobilità (aree di sosta, zone a traffico controllato, trasporti pubblici) che porti vantaggi al commercio, benessere ai cittadini, migliore accoglienza per i turisti e per le utenze esterne e, di conseguenza, servizi, sicurezza e innovazione».

Per l’associazione dei commercianti, questi parametri devono essere posti al centro della programmazione della crescita della città. «Riteniamo – dice il presidente della Cofesercenti, Maurizio Innocenti – che una progettualità mirata che tiene conto delle esigenze di tutti gli attori sociali che condividono gli spazi urbani sia oggi più che mai necessaria, visto anche il momento di crisi economica. Lo stesso mercato bisettimanale presente nel centro storico da oltre mille anni è in questo contesto un valore aggiunto per l'economia commerciale complessiva della città oltre che per i diretti interessati, pertanto si ritiene prioritaria una sua riqualificazione». La Confesercenti è quindi favorevoli ai cambiamenti «ma questi devono essere sostenuti da idee e progettualità condivise, innovative e ponderate. Diciamo sì a scelte graduali con una evidente cronologia degli interventi e no a scelte radicali. Un ampliamento della Ztl o pedonalizzazione di via Pacini senza una progettualità e una realizzazione di elementi che migliorino le condizioni infrastrutturali presenti, è impensabile, poiché si andrebbero a creare gravi danni per le circa 40 imprese, attività commerciali e professionisti presenti nella strada e nelle zone limitrofe».

Innocenti ricorda che via Pacini è una strada di passaggio e non di passeggio: «Passaggio verso i servizi della città come l'ospedale del Ceppo (il quale verrà tra l'altro presto trasferito), il Centro Donna, i laboratori di analisi, l'area centrale pedonale. I commercianti quindi lavorano principalmente con i clienti di passaggio che parcheggiano nella stessa via o nelle piazze del Carmine o San Bartolomeo. La chiusura al traffico della strada comporterebbe inoltre un grosso ripensamento del piano del traffico, con notevoli disagi per i residenti. E poi non si tratta di una via che ha le caratteristiche per essere pedonalizzata, in quanto ha un'ampia carreggiata e larghi marciapiedi».

Gli interventi che Confesercenti propone per l'area sono: sì ai parcheggi, ma con una valutazione sui tempi e sulla possibilità di una fruizione effettiva ed efficace di essi (l'apertura agli utenti del parcheggio al Ceppo è ritenuta positiva, ma dovrebbero comunque essere valutati i tempi di attuazione, un parcheggio in piazza San Bartolomeo risulterebbe una valida infrastruttura di sostegno al commercio; sì a un'alternativa alla Ztl (una zona a percorrenza controllata, che si attuerebbe con semplici opere di arredo urbano, lasciando libera percorrenza ai veicoli con limite di 30 km/h, per raggiungere gli esercizi presenti e i parcheggi, e inserendo stalli a sosta breve per incentivare i cosiddetti acquisti veloci - colazioni, acquisti di quotidiani e tabacchi, prodotti alimentari); sì a un calendario eventi concertato con l'amministrazione comunale.

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