La manifestazione
Errore da 17 centesimi, multa da 72 euro
La maxi sanzione inflitta ad un’azienda dalla Camera di commercio. «Assurdo, ma è la legge»
PISTOIA. Chi sbaglia paga, e va bene. Ma pagare 72,23 euro per un errore di 0,17 euro in un pagamento è roba da record: la multa qui vale oltre 400 volte l’infrazione.
A rifilare l’inverosimile stangata, di cui è stato vittima il titolare di un’azienda pistoiese, è la Camera di commercio. Il caso è venuto fuori perché il commercialista che si è occupato della faccenda, Romolo Perrozzi, ha scritto al “Sole 24 Ore” per denunciare l’episodio.
Al centro c’è la questione del pagamento del diritto annuale che le aziende iscritte devono versare alla Camera di commercio. Il meccanismo di calcolo (sulla base del fatturato) è complicato e prevede successivi passaggi di arrotondamento: si passa da cifre con 5 decimali a cifre intere per quanto riguarda il versamento. Se poi ci ci aggiunge che – come nel caso in questione – pagando con un mese di ritardo si deve aggiungere una penalità dello 0,4%, si capisce che il rischio di sbagliarsi è altissimo.
Detto fatto: nel caso in questione la ditta cliente del dottor Perrozzi ha pagato 208,83 euro invece di 209. 17 centesimi in meno, dunque. Un’inezia, ma sufficienti a far scattare la sanzione per tardivo versamento, che si calcola sul totale da versare (e non sul reale importo mancante), per cui nel caso specifico vale 62,7 euro. Interessi, diritti e i famosi 0,17 euro (non si vorrà mica non versarli, vero?) portano il totale della cartella arrivata all’esterrefatto imprenditore pistoiese a 72,23 euro.
«Una cosa vergognosa – commenta lapidario Romolo Perrozzi – dovuta ad un meccanismo legislativo che andrebbe radicalmente cambiato. Ma intanto alla Camera di commercio di Pistoia potrebbero fare come a Bologna o Padova e risolvere con una circolare interna che eviti lo scattare di questo meccanismo se gli importi sono minimi. Guardate che questo caso è clamoroso ma non è certo l’unico: capita spesso che aziende incappino in questi problemi».
E alla Camera di commercio cosa ne pensano? Sorpresa: sono pienamente d’accordo con l’impresa multata che parla di assurdità. Dell’esistenza del problema – spiega una nota ufficiale – già si erano accorti nel luglio 2011, quando la questione fu formalmente posta al Ministero dello sviluppo economico.Ma da allora non vi è stata nessuna modifica della normativa al riguardo. E, secondo la Camera di commercio, non ci sono gli spazi per agire diversamente. La sola speranza, quindi, è che la legge cambi. Auguri.
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