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Pistoia

Cazzotto ad una donna mentre la scippa, condannato

PISTOIA. Un tentativo di scippo culminato con l’aggressione. Dodici ore di ricerche da parte delle forze dell’ordine e la morsa che si stringeva sempre di più intorno al rapinatore, un giovane di 24...

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PISTOIA. Un tentativo di scippo culminato con l’aggressione. Dodici ore di ricerche da parte delle forze dell’ordine e la morsa che si stringeva sempre di più intorno al rapinatore, un giovane di 24 anni noto alle forze dell’ordine, fino a convincerlo che la cosa migliore da fare era costituirsi.

Intorno alla mezzanotte di martedì sera, ha seguito una donna all'uscita da un bar in via Dalmazia. La signora, 62 anni, stava rientrando a casa. In via Lega, tra via Dalmazia e via di Gora e Barbatole, l’ha fermata e ha tentato di strapparle la borsa che teneva al braccio.

Lei ha reagito e si è divincolata, voltandosi. Dal braccio del rapinatore è partito un pugno che ha colpito la donna sotto l’occhio destro. È caduta a terra, procurandosi altre contusioni.

Il rapinatore si è dato alla fuga, e la donna, urlando, ha chiesto aiuto. È stata sentita da un residente della zona, che affacciandosi alla finestra, l’ha vista distesa sull’asfalto.

Mentre l’ambulanza la trasportava al Pronto soccorso, dov’è stata giudicata guaribile in 15 giorni, carabinieri e polizia hanno iniziato le ricerche.

La descrizione accurata, la conoscenza della zona e i filmati di alcune telecamere posizionate nell’area hanno permesso di risalire dopo poche ore all’autore dell’aggressione.

Mercoledì mattina gli agenti della volante hanno perquisito l’abitazione del giovane, Chiristian Fresta, trovando il cellulare rubato. La borsa era stata recuperata nella notte in via Guerrazzi. Gli agenti hanno preso dalla casa anche una tuta che, sulla base della testimonianza resa dalla vittima, doveva essere quella indossata durante la rapina.

La donna, che si è presentata in questura mercoledì mattina, ha riconosciuto sia la tuta che la foto segnaletica mostrata dagli agenti. Ha recuperato il telefono cellulare, non i 50 euro presenti nel portafoglio, spesi durante la notte.

Capendo di non aver altra possibilità se non quella di costituirsi, per non incorrere in una condanna più importante, Fresta si è presentato in via Macallè poco dopo l’ora di pranzo, confessando la rapina. È stato portato nella sua abitazione agli arresti domicliari, su disposizione del pubblico ministero Claudio Curreli, in attesa del processo per direttissima che si è tenuto ieri mattina a Palazzo di Giustizia.

Grazie al patteggiamento, la pena è stata più lieve dei 6-7 anni che il Codice prevede per il reato di rapina con aggressione. Fresta è stato condannato a due anni di reclusione dal giudice Luca Gaspari.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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