Il Tirreno

Pistoia

Via libera all’accordo per il Bosco in città

di Fabio Calamati
Via libera all’accordo per il Bosco in città

Errori nell’esproprio dei terreni, opere di urbanizzazione mai finite: una transazione per chiudere la partita dopo 12 anni

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PISTOIA. Alla fine è passata la linea dell’amministrazione comunale: troviamo un accordo che scontenti tutti il meno possibile e mettiamoci una pietra sopra. Non è una conclusione gloriosa, quella andata in scena lunedì sera in consiglio comunale, per la vicenda della lottizzazione “Bosco in città”, ma almeno è stato messo un punto fermo su una vicenda che, partita nel 2000, da cinque anni a questa parte si era avvitata tra contestazioni e ricorsi. Alla fine la proposta della giunta ha incassato i voti favorevoli di tutti i gruppi di maggioranza, mentre Pistoia Futura si è astenuta, il Movimento 5 Stelle ha votato contro e il Pdl si è assentato dall’aula.

La storia è quella del piano particolareggiato che ha portato alla realizzazione di una sessantina di alloggi nell’area retrostante l’ex trafileria Martinelli: la società allora proprietaria, la Amaltea srl, ottenne il via libera in cambio dell’impegno a recuperare l’ex vivaio abbandonato, più una serie di altre opere di urbanizzazione.

Ma i proprietari (alla Amaltea è subentrata un’altra società, la Elaia spa, sede a Milano ma solide radici a Pistoia) hanno consegnato nel 2007 opere di urbanizzazione in parte contestate (ad esempio il materiale delle tubazioni per la fognatura non sarebbe quello giusto)in parte del tutto non eseguite.

Il Comune, però, si è trovato in difficoltà a battere i pugni sul tavolo. Nel frattempo era nata l’esigenza di realizzare una strada di collegamento tra la rotonda di porta Lucchese e l’area ex Martinelli, che passava proprio in mezzo al “Bosco in città”. E l’operazione di esproprio deve aver lasciato un po’ a desiderare, visto che l’ufficio legale del Comune parla di «irregolarità nella gestione del procedimento espropriativo tali da viziarlo in radice». Responsabile del procedimento – secondo quanto riferito in consiglio comunale – era l’allota responsabile lavori pubblici Marcello Evangelisti, da giugno in carcere perché coinvolto nell’inchiesta sugli appalti pubblici truccati.

Con queste premesse, il ricorso al Tar che i proprietari intentarono subito in quello stesso 2007 si sarebbe risolto in un bagno di sangue per Palazzo di Giano.

A complicare ulteriormente la vicenda, è arrivata la necessità di realizzare nell’area una cassa di laminazione per tenere sotto controllo il Brusigliano. Insomma, un bel groviglio, a fronte del quale il “Bosco in città” è rimasto – per ora – un miraggio per gli acquirenti degli alloggi, che si trovano di fronte una piccola inaccessibile foresta.

Già dal 2010 il Comune aveva cercato una via d’uscita, accollandosi le opere di urbanizzazione da completare ma ottenendo in cambio, finalmente, il possesso dell’area a verde e soprattutto incassando la rinuncia di Elaia al ricorso al Tar. Il dare-avere con la società, tra indennizzi per opere non completate e pagamento degli espropri, finisce in attivo per il Comune di poco più di 63.000 euro.

Con queste premesse, Pdl M5S hanno chiesto a più voci che le responsabilità per la vicenda degli espropri (e dei controlli non effettuati sullaa regolarità dei lavori effettuati da Elaia) non finiscano in cavalleria (il sindaco Bertinelli ha assicurato che così non sarà) mentre Pistoia Futura ha sollevato perplessità sulla reale convenienza dell’operazione, alla luce del fatto che l’esproprio delle aree a 13,6 euro al mq sarebbe tutt’altro che penalizzante per il privato. Di parere diverso l’ufficio legale del Comune, che ha rassicurato sulla convenienza complessiva dell’operazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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