Il Tirreno

Pistoia

Sì al Comune unico ma ognuno rivendica la primogenitura

di Elisa Valentini
Sì al Comune unico ma ognuno rivendica la primogenitura

Scontro in consiglio: l’opposizione accusa la maggioranza di averle scippato la proposta. Il sindaco: «È solo livore»

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SAN MARCELLO. È finito in bagarre il consiglio comunale sul riassetto istituzionale e di Comune unico. Il primo punto, dibattuto su richiesta dei consiglieri di opposizione Davide Ferrari, Silvio Gaggini e Giuseppe Montagna, era stato inserito in coda all’ordine del giorno del consiglio del 27 settembre e poi rimandato per motivi di tempo. La mozione sul comune unico del sindaco Silvia Cormio, già letta durante la precedente seduta, è stata reinserita per l’approvazione.

Un modo di procedere vissuto dalle minoranze come un furto di idee. «Noi per primi, recependo anche le istanze del comitato per il comune unico, avevamo proposto di inserire all’ordine del giorno un dibattito sul riassetto istituzionale – ha precisato Montagna – solo in seguito il sindaco ha pensato di intervenire con una propria mozione sull’argomento». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, tuttavia, è stata la gestione della seduta consiliare: tempi contingentati a 10 minuti per Gaggini e Montagna (Ferrari era assente) e nessuna partecipazione della maggioranza al dibattito promosso dalle opposizioni. I consiglieri di maggioranza, per contro, sono intervenuti in massa. L’atteggiamento ha fatto stizzire non poco Gaggini e Montagna finché quest’ultimo ha deciso di abbandonare l’aula prima della votazione. «Sindaco, io avrei votato favorevole alla sua mozione sul comune unico, su cui concordo nella sostanza – ha detto Montagna – però mi ritengo profondamente offeso dal comportamento di questa assemblea. Ci avete chiesto di velocizzare i nostri interventi e poi tutti i consiglieri di maggioranza hanno preso la parola sulla mozione per il comune unico, un punto che anche tutti i gruppi di minoranza avevano inserito nel programma elettorale. Un atteggiamento scorretto e di grande chiusura». Stesso risentimento espresso da Silvio Gaggini: «Non abbandono l’aula, non l’ho mai fatto, ma mi sento preso in giro. Il nostro era un invito ad un dibattito aperto, non certo un intralcio per l’amministrazione. Condivido il contenuto della mozione a favore del comunico unico, ma mi asterrò dai voti per la mancanza di rispetto verso le minoranze».

«A certi toni rispondo con altrettanti toni – ha replicato il sindaco – continuo a notare grande livore da parte delle minoranze. Da regolamento le mozioni precedono i dibattiti. Trattando lo stesso argomento, pensavamo opportuno convogliare la discussione tutta insieme alla fine della mia mozione». Quanto a contenuto, gli interventi hanno dimostrato un generale allineamento sulla necessità di avviarsi verso un Comune Unico. La mozione, approvata dalla maggioranza compatta, ha impegnato la giunta di San Marcello ad iniziare il suo percorso verso l’Unione dei Comuni, antecedente logico al Comune Unico. La mancata trasformazione della comunità montana in unione speciale dei comuni, invece, continua a suscitare interrogativi bipartisan. Giuseppe Montagna ha presentato uno scenario degno dei migliori fumetti. «Tutti i consigli comunali della montagna, tranne Marliana, avevano votato a favore dell’unione, finché un bel giorno, durante un’assemblea in sala Baccarini, si è detto che l’unione non si faceva più. Decisione confermata due giorni dopo con lettere inviate dal presidente della comunità montana. Le decisioni non si prendono con le lettere, ma con le delibere dei 5 comuni. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità della rinuncia ad una tale opportunità. Lo statuto dell’Unione era già pronto in Regione: mancavano solo le firme dei sindaci che non sono mai andati a ritirarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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