Sicurezza
Niente stipendi da mesi chiuso il circolo di Bonelle
In corso una delicata vertenza tra sindacato (a cui si sono rivolti i dipendenti) e la gestione. Sconcerto anche tra i soci: «Mai successa una cosa simile»
PISTOIA. La cosa più brutta per un circolo è vederlo vuoto, silenzioso, con il telefono che squilla e nessuno che risponde.
È quello che è successo ieri mattina davanti al Circolo Arci di Bonelle dove, assieme ai soci storici, si erano riuniti due degli otto dipendenti sotto contratto della cooperativa “Sun & Service” che da maggio non paga gli stipendi e i fornitori.
Il circolo è chiuso per volere di Sauro Ticciati, presidente della cooperativa che si occupa di fotovoltaico con sede a Sant’Agostino, al quale nel luglio del 2011 viene ceduto il ramo d’azienda del circolo corrispondente al bar e a tutto il piano terra.
«Fino a quando la gestione era del circolo – racconta Francesco Macrì, prima volontario e poi dipendente del circolo dal 1994 – la prima preoccupazione erano i lavoratori: se il giorno di paga era il 30 del mese e cadeva di sabato ci pagavano il giorno prima. Invece da quando è subentrata questa nuova cooperativa la situazione del bar è stata lasciata decadere sempre di più: mancava la roba nei frigoriferi come il latte per fare il cappuccino, l’acqua, le bibite oppure la birra.
«Anche le persone piano piano si sono allontanate a forza di non trovare i prodotti richiesti, mentre il presidente della cooperativa arrivava puntualmente ogni sera a prelevare l’incasso della giornata. Stamani ci siamo presentati, anche se il presidente ci aveva messo in ferie forzate. Per tutelarci gli abbiamo inviato un telegramma per confermargli che siamo disposti a lavorare ma che il circolo è chiuso».
Attraverso i sindacati da mesi è stata intavolata una mediazione lunga e complicata, prima con una lettera di sollecito affinché si ricucissero i rapporti e successivamente per i mancati pagamenti.
«Il presidente – prosegue Macrì – aveva anche previsto un piano di rientro che non è stato rispettato e da un po’ di tempo non risponde nemmeno più alle lettere. L’unica prospettiva è che la gestione torni completamente al circolo, con tutti i dubbi sulle riassunzioni. Ma se anche domani si riaprisse con il nome del circolo, l’immagine sarebbe ormai compromessa».
Oltre ai circa 6 mila euro di stipendi arretrati mancano all’appello anche le tredicesime e le quattordicesime così come il Tfr.
Intanto il circolo non potrà riaprire prima della conclusione dell’iter sindacale avviato ieri con una lettera di richiesta di chiarimenti spedita al presidente Ticciati.
La stessa sorte potrebbe toccare al circolo di Bottegaccia, poco distante da Bonelle, che è stato preso in gestione dallo stesso Ticciati al quale lunedì prossimo con tutta probabilità i soci chiederanno indietro le chiavi a causa di comportamenti ritenuti scorretti.
Seduti attorno ai tavoli esterni, i soci guardano increduli il loro circolo sbarrato, dicono che una cosa simile non era mai successa dall’apertura, avvenuta nel lontano 1958, e cercano di difendere le scelte del consiglio che, impossibilitato a pagare gli stipendi di tutti i dipendenti, si è rivolto ad altri soggetti.
«Certo poi ci dovranno spiegare in che modo la gestione del fotovoltaico poteva coincidere con quella di una casa del popolo», concludono i soci.
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