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Pistoia

Lg Plast, il sit in della disperazione

di Beatrice Faragli
Lg Plast, il sit in della disperazione

Il 7 novembre udienza per l’istanza di fallimento. Lavoratori davanti ai cancelli: «Non riscuotiamo gli stipendi da 6 mesi»

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AGLIANA. L’ombra del fallimento, gli stipendi arretrati, gli assegni al nucleo familiare mai incassati e 2 anni di promesse vane. Il sit in dei dipendenti Lg Plast organizzato ieri mattina da lavoratori, Cgil, Cisl e rappresentanza interna di fronte ai cancelli dell’azienda, è il triste epilogo di una lunga agonia.

All’orizzonte potrebbe esserci un nuovo imprenditore intenzionato a investire nell’impianto di riciclaggio aglianese, anche se formalmente nessuno si è ancora fatto avanti. I lavoratori però non sperano più. Da settembre sono tutti in cassa integrazione e le mensilità non riscosse, per alcuni operai ammontano a 6 mesi, iniziano a pesare come macigni.

«Riciclare è il futuro, no? La speranza era di poterci andare in pensione con questa società, e invece tutte le settimane, tutti i mesi, abbiamo continuato a sentire sempre la stessa storia. Voglio finirla qua. Non posso permettermi di restare ancora per le “belle” parole. Sono sola, con una bimba a carico. Per me le parole sono inutili. Non mi pagano la spesa». Sabrina Caputo, 43 anni, di cui 16 passati nell’azienda, prima Recoplast poi, dopo il fallimento del 2009, Lg Plast, era di fronte ai cancelli dell’impianto ieri mattina.

Con lei altri 10 dipendenti. «In 2 anni c’hanno raccontato tante cose ma dei fatti non abbiamo visto traccia» spiega Marco Pacetti. «Abbiamo mutui da pagare e bambini da mantenere – continua un’altra lavoratrice Lg Plast, Silvia Caputo – Senza stipendio non si va avanti».

Assenti 8 operai su 19. «Hanno paura – dicono i colleghi – Ancora credono alle loro parole. Pensano di rischiare il posto nel caso in cui ci sia una ripresa. Non hanno capito che c’è un’istanza di fallimento e che siamo al copolinea». Il rilancio, per quanto più volte annunciato dall’ex amministratore unico Alessandro Benigni («Siamo determinati a ripartire» diceva al Tirreno il 4 aprile scorso), non è mai avvenuto. E adesso sulla testa dell’azienda pesa anche l’istanza di fallimento presentata dal curatore fallimentare Recoplast. L’udienza è fissata per il prossimo 7 novembre.

La Lg Plast avrebbe pagato soltanto la prima rata per l’acquisto degli impianti. «Sono 3 anni che seguiamo la vicenda con impegno, attraverso la convocazione di una ventina di unità di crisi e molti altri incontri informali con la proprietà – spiega l’assessore provinciale Paolo Magnanensi, anche lui presente ieri mattina al fianco dei lavoratori – Abbiamo dato spago a quest’azienda perché è l’unica che si è fatta avanti dopo il fallimento Recoplast.

Se ci sarà un imprenditore intenzionato a investire in questo impianto siamo pronti a riattivare un nuovo percorso insieme, purchè sia serio (gli faremo una “radiografia” più approfondita di quella fatta in passato) e abbia un piano industriale vero. Stiamo ripartendo con i corsi di formazione professionale. Ai dipendenti dico quindi di guardarsi anche intorno».

«Il sito ha una grande potenzialità, oggi più che mai visto che si parla di raccolta differenziata e porta a porta, anche qui sul territorio locale, ma, per non perdere queste competenze, dev’esserci un imprenditore del settore pronto a investire - ha ricordato Michele Gargini della Cgil- Se davvero qualcuno c'è, così come sembra, l'invito è di "venire allo scoperto" per aprire il tavolo del negoziato».

«Questo – ha poi commentato Marcello Familiari della Cisl – è l’epilogo negativo di una vicenda che ha i caratteri della stranezza più assoluta. È un settore che ha grosse prospettive. Cerchiamo il rilancio attraverso una nuova azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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