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Disabili, un calvario il viaggio in treno tra Pistoia e Firenze

di Marco Tesi

PISTOIA. Treni regionali e calendario hanno deciso di non andare d'accordo. Nonostante quest'ultimo indichi l’ottobre 2012, viaggiando giornalmente su rotaia, specialmente nella tratta Viareggio-Fir...

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PISTOIA. Treni regionali e calendario hanno deciso di non andare d'accordo. Nonostante quest'ultimo indichi l’ottobre 2012, viaggiando giornalmente su rotaia, specialmente nella tratta Viareggio-Firenze, ci si accorge ben presto di come la situazione non sia poi così cambiata rispetto a dieci anni fa. Ad essere sotto accusa, in particolar modo, è il servizio prestato nei confronti di persone affette da disabilità motorie: pochissimi treni hanno infatti lo spazio e le attrezzature necessarie al trasporto non solo del passeggero, ma anche delle relative sedie a rotelle o eventuali altri mezzi di movimento, rendendo così, al disabile,ulteriormente difficoltoso l'ipotetico accesso. Mancanza di apposite rampe per la salita/discesa, area sfruttabile all'interno del treno molto risicata ed assenza di bagni attrezzati (a volte nemmeno ci sono) appaiono elementi negativi.

Ida Boni, ottantadue anni ma costretta ormai da dodici all'infermità, esprime tutto il proprio disagio relativo a queste carenze: «Per chi come me vive a Pistoia – dice – raggiungere le grandi città senza l'utilizzo della macchina è diventato impossibile. Purtroppo i servizi ferroviari italiani non possono soddisfare le mie esigenze, che poi sono un po' quelle di tutta la comunità disabile. I treni che sono appena stati fabbricati (si riferisce a Frecciarossa ed Italo), gli unici che potrebbero garantire un determinato standard di prestazione e che permettono lunghi viaggi in comodità, sono utilizzabili solamente da chi abita nelle vicinanze delle grandi stazioni, raggiungibili escludendo la macchina, per mezzo di treni regionali. Il problema vero però è per chi del treno dovrebbe fare un mezzo di spostamento giornaliero, come gli studenti universitari». Dello stesso parere Sara Zacchei, da pochi anni laureata all'ateneo fiorentino: «In tutta la durata del mio percorso di studio, viaggiando in treno, mai ho visto un disabile usufruire del servizio. Assurdo produrre nuovi treni ad alta velocità, se quelli ad alta frequentazione rimangono sempre gli stessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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