Sicurezza
A caccia di funghi, sì ma con la patente
Incontro con il consigliere Venturi, tante le proposte che saranno presentate in Regione per tutelare la Montagna
CUTIGLIANO. La pagoda del Caffè Italia non è riuscita ad accogliere le circa 70 persone che domenica pomeriggio hanno partecipato al dibattito col consigliere regionale Gianfranco Venturi organizzato dai gruppi consiliari “Democratici e progressisti” ed “Insieme oltre le parole” per discutere le modifiche della legge sulla raccolta dei funghi da proporre alla Regione.
«Sono qui anzitutto per ascoltare la voce di chi vive in montagna e ne conosce problemi ed esigenze – ha esordito Venturi – C’è tempo a sufficienza per trovare soluzioni in vista del prossimo anno. Per cambiare una legge regionale ci vogliono 3 o 4 mesi, ma credo anzitutto si debbano sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla normativa in vigore».
Il primo focus è andato sulla possibilità, prevista per Comuni ed Unioni dei Comuni, di stabilire 2 o 3 giorni di chiusura alla raccolta. «In Emilia si va a funghi sono il martedì, il giovedì, il sabato e la domenica poiché la legge regionale prevede il riposo del bosco come tassativo – ha spiegato Venturi - In Toscana al momento è facoltativo per i singoli territori. Se necessario, si può proporre la tassatività nel testo della legge».
Altra possibilità, introdotta nel 2010, è quella delle aree a raccolta autorizzata. «Il 15% del demanio regionale può essere tabellato e dato in concessione come aree di raccolta a pagamento – ha proseguito Venturi – Quanto ai controlli, gli stessi fungaioli della montagna potrebbero formarsi come guardie volontarie a tutela del territorio».
Proprio la formazione di una cultura di vivere il bosco è uno degli aspetti su cui si ritiene opportuno insistere. «Per andare a caccia servono patente e porto d’armi – ha esordito il sindaco di Abetone Giampiero Danti – non vedo perché non si debba introdurre una patente anche per andare a funghi. Non voglio impedire l’accesso a nessuno, ma occorre mettere le persone in condizione di praticarla nel modo giusto, nel rispetto del bosco e della legge».
Necessità avvertita da tutti, la possibilità per il territorio montano di trattenere e gestire le risorse derivanti dalla raccolta che, stando alle norme attuali, confluiscono nelle casse regionali e provinciali. Secondo le stime, circa 5mila persone affluiscono ogni giorno in montagna nella stagione dei funghi. Il giovane fungaiolo Fulvio Petrucci ha portato l’esperienza del Trentino, dove la raccolta è permessa solo a chi pernotta per almeno 4 notti in hotel.
Da rivedere anche le quote di accesso alla raccolta per i residenti in Toscana, troppo esigue in rapporto alla ricchezza sottratta dal territorio: 13 euro per 6 mesi e 25 euro annui. Opzione, quest’ultima, che nessuno sceglie visto che la stagione dei funghi dura pochi mesi.
Capita spesso di vedere persone che rientrano in città con 20 o 30 chili di funghi in macchina per farne del commercio. Una pratica molto dannosa per i raccoglitori della montagna che, oltre a sentirsi depredati, non trovano più spazio sui mercati cittadini per piazzare i loro funghi. Esempio di soluzione pratica più quotato fra i partecipanti è l’introduzione di aree con tesserino d’accesso a pagamento: 10 euro giornalieri moltiplicati per 4-5mila persone al giorno risulterebbero un bell’importo che i Comuni montani potrebbero reinvestire in interventi di ripristino del bosco, cartellonistica per i sentieri e corsi di formazione per guide volontarie. Giorni di riposo e maggiori controlli allevierebbero la pressione ambientale. Anche i parcheggi, se ben regolamentati, apporterebbero ulteriori introiti evitando la sosta selvaggia.
«Sottoporrò la questione agli uffici regionali – ha concluso Venturi – Auspico che le amministrazioni locali mi diano supporto, anche portando ordini del giorno in consiglio comunale. È giusto che la montagna arrivi per prima almeno nel godimento delle proprie risorse».
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