Il Tirreno

Pistoia

«Piano rifiuti in ritardo e da cambiare»

di Francesco Albonetti

Sel all’attacco: «Nessuna risposta sulle 69 osservazioni. Basta inceneritori, occorre una svolta in senso europeo»

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PISTOIA. Adottato il 13 febbraio, quasi 9 mesi fa, il Piano interprovinciale dei rifiuti dell’Ato Toscana Centro è ancora al palo. Con ben 69 osservazioni presentate a maggio, ma sulle quali non c’è stata ancora nessuna risposta. La denuncia viene dal Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, il quale chiede alle tre province coinvolte - Firenze, Prato e Pistoia – ai Comuni e alle aziende pubbliche che si occupano di smaltimento, di cambiare radicalmente strada, togliendo dal piano la previsione di quintuplicare l’incenerimento, passando nel 2015 dalle attuali 60mila alle 280mila tonnellate prodotte. «Occorre una mobilitazione per cercare di cambiare tutti e tre i piani inteprovinciali toscani, che sembrano scritti dalla stessa mano, avere la stessa regia», dicono la coordinatrice provinciale di Sel Elisabetta Querci, il consigliere pistoiese Massimiliano Sforzi, Giuliano Ciampolini e l’ex assessore regionale e del comune di Capannori, Eugenio Baronti.

Rifiuti in Toscana: un sistema vecchia e fallito. Ne sono coinvinti quelli di Sel, dati ed esperienze diverse alla mano. «La Toscana è al decimo posto fra le regioni per la raccolta differenziata ed è la Regione dove si producono più rifiuti insieme all’Emilia Romagna. Salvo isolate esperienze, non si riescono ancora a dividere i flussi di rifiuti, quelli delle famiglie e quelli produttivi. Non chiediamo niente di estremistico, semplicemente che vengano applicate le leggi italiane che hanno recepito quelle europee. Che ci si rifaccia a modelli virtuosi, come quello di Treviso, dove vengono realizzati impianti sì, ma non per inceneritore, ma per separare e riutilizzare».

Troppa cenere, poca separazione. Nonostante il piano preveda di incentivare la raccolta porta a porta, dicono gli esponenti di Sel, «sono solo chiacchiere, dal momento che gran parte degli investimenti, 200 milioni di euro, vengono destinati agli impianti di incenerimento. Non si capisce come mai si preveda di quintiplicare la quantità di rifiuti inceneriti quando, aumentando la raccolta differenziata porta a porta su un milione di residenti, la quantità di rifiuti è destinata a scendere da un milione di tonnellate l’anno a meno di 800mila». Sel boccia la realizzazione di altri inceneritori e il potenziamento di quello di Montale, prevedendone semmai l’utilizzo solo in una fase iniziale di passaggio.

Pd e aziende pubbliche divise. Secondo Sel, l’incertezza attuale è dovuta principalmente «alle divisioni interne al Pd, partito di maggioranza in Regione e anche delle aziende pubbliche coinvolte, con la fiorentina Quadrifoglio inamovibile sugli impianti, a differenza diPubliambiente e Asm».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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