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Trenino Fap, gli ex assessori smentiscono il sindaco

Trenino Fap, gli ex assessori smentiscono il sindaco

MARCELLO. Sta diventando un giallo degno dei romanzi di Agatha Christie la questione dell'acquisto del trenino Fap da parte del comune di San Marcello che da una settimana infiamma il consiglio...

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MARCELLO. Sta diventando un giallo degno dei romanzi di Agatha Christie la questione dell'acquisto del trenino Fap da parte del comune di San Marcello che da una settimana infiamma il consiglio comunale. Dopo la polemica sollevata dal consigliere Giuseppe Montagna per il debito di 15.400 euro apparso nei riequilibri di bilancio e la successiva replica del sindaco Silvia Cormio, intervengono adesso tre membri della precedente giunta Strufaldi. Gli ex assessori Davide Ferrari, ora capogruppo del gruppo di minoranza “Bene Comune”, Lucia Geri e Luisa Soldati non accettano la risposta del sindaco che «attribuisce alla precedente amministrazione la decisione sull’acquisto di due carri merci, binari e traversine per l’installazione presso l’ex stazione di Limestre» e forniscono la loro versione dei fatti. «A nostra memoria – si legge nella nota - la proposta di acquisto di materiale ferroviario fu portata all’attenzione della giunta comunale all’inizio del 2012. La questione fu presa in seria considerazione, con un lungo dibattito in seno all’organo esecutivo, perché l’acquisto del materiale rotabile poteva essere un interessante arricchimento del progetto per un museo Fap». «D’altra parte – prosegue la nota – i fondi stanziati (150mila euro, per metà finanziati dal Comune e metà dalla Fondazione Caripit) non sarebbero stati sufficienti per coprire tali spese, aggiuntive rispetto a quelle previste nel progetto originario. La cifra stabilita non sarebbe stata sufficiente a coprire tutti i costi dell’operazione, comprensivi anche di restauro del materiale rotabile, trasporto, predisposizione degli spazi ed installazione nella stazione di Limestre. Proprio in virtù della pesante incertezza sui costi complessivi dell’operazione e dei sacrifici, invece certissimi, che l’amministrazione avrebbe dovuto chiedere ai cittadini dopo le manovre finanziarie del governo nazionale, si scelse di non prevedere in bilancio i fondi per tale acquisto. Come è facilmente verificabile – conclude la nota - non esiste nessun atto di giunta, perlomeno finché ne abbiamo fatto parte, che preveda la spesa di 15.400 euro per l’acquisto del trenino». L’acquisto in questione, che riguarda due carri merci e non un “intero” trenino, non farebbe dunque parte del progetto originario, ma sarebbe un di più che rimasto a livello di pura discussione. I carri in questione non sono originari della Fap, ma provengono da mezzi della stessa epoca, dunque capaci di evocare il treno che percorreva la vecchia Fap. «Preghiamo il sindaco Cormio di essere più precisa nelle sue dichiarazioni, specie quando attribuisce genericamente all’amministrazione precedente delle responsabilità che non abbiamo. Ci sembra un comportamento ingeneroso, considerato che la nostra amministrazione ha lasciato una cospicua eredità alla nuova giunta, fatta di importanti progetti (come il nuovo Maeba, riqualificazione dell’area artigianale dell’Oppiaccio, estensione della metanizzazione) cofinanziati per centinaia di migliaia di euro, nonché un “tesoretto” di oltre 300mila euro per un ingente accertamento Ici riscosso a febbraio 2012». (e.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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