Il Tirreno

Pistoia

«Le sagome hanno evitato altre vittime sulle strade»

di Beatrice Faragli
«Le sagome hanno evitato altre vittime sulle strade»

Rossano Ciottoli, del Pozzo di Giacobbe, chiede un incontro con Mazzanti L’ex sindaco Gori scrive alla mamma di Sara Cinalli: «Possono essere recuperate»

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QUARRATA. Giù le mani dalle sagome. A difendere i 18 segnali neri installati ai bordi delle strade ci sono le persone che, 6 anni fa, lottarono per realizzare a Quarrata la campagna di sensibilizzazione nata in Francia nel 2002 dall’Associazione vittime della strada. C’è la mamma di Sara Cinalli, la ragazza uccisa nel luglio 2005 da un automobilista in stato di ebbrezza, che ieri, attraverso le pagine del Tirreno, ha bocciato con l’amaro in bocca la rimozione decisa lunedì scorso dalla giunta di Marco Mazzanti. E poi ci sono Rossano Ciottoli del Pozzo di Giacobbe e l’ex sindaco Sabrina Sergio Gori, promotori dell’iniziativa nel 2006. Il primo chiede a Mazzanti, «persona ragionevole e di buon senso», un incontro per capire i margini di manovra sulla questione. La seconda ricorda «sommessamente, che invece di buttare, si può restaurare». Ed è quello che propone anche Fabiola Innocenti. La decisione della giunta è stata presa “in solitaria”, e adesso c’è da capire se sia o meno possibile una retro marcia da parte del sindaco.

A determinare la rimozione, secondo quanto comunicato dall’amministrazione, sarebbe stata la pessima condizione dei segnali, insieme a una potenzialità comunicativa ormai svanita. Nessuno più (o quasi), sopraffatto dall’abitudine, toglie il piede dall’acceleratore di fronte alle sagome, sostiene la giunta. «Siamo sicuri – scrive Ciottoli, affidando le parole alle pagine di Facebook – che troveremo il modo per salvaguardare il progetto, che non solo fa memoria delle vittime, ma sicuramente ne ha evitate altre … fino all’installazione delle sagome (tra l’estate e l’autunno del 2006, ndr) le strade di Quarrata registravano una media di 3 morti all’anno in incidenti stradali. Mai, dopo, si sono registrati numeri così alti, e in diversi anni non sono avvenuti incidenti mortali. Siamo convinti – continua Ciottoli – che ciò che è “degradato”, o meglio “deturpato”, vada non rimosso, ma difeso e onorato».

L’ex sindaco Sabrina Sergio Gori, di fronte alla scelta della giunta Mazzanti, ha deciso di scrivere direttamente alla mamma di Sara, anche lei attraverso Facebook. La prima sagoma, lo ricordiamo, venne installata su via IV novembre - dove la giovane fu uccisa mentre era in sella al suo scooter da un 43enne che aveva bevuto - a un anno esatto dalla tragedia. «Cara Fabiola – scrive la Gori– speravo non fosse vero, invece lo è e ti confesso che mi fa tanto male. Con il Pozzo e Rossano Ciottoli – ricorda - facemmo il diavolo a quattro, riuscendo a convincere anche la Provincia, che poi ci aiutò».

Accanto alla madre di Sara, pronta sia come mamma che come responsabile provinciale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, ci sono già diversi cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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