Il Tirreno

Pistoia

«Uso eccessivo della custodia cautelare»

di Massimo Donati
«Uso eccessivo della custodia cautelare»

In Santa Caterina il 54 per cento dei detenuti è in attesa di giudizio: la denuncia degli avvocati della Camera penale

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un sovraffollamento cronico che accomuna tutte le carceri italiane, ma che a Pistoia è figlio anche di quello che l’Unione delle camere penali ritiene sia un uso improprio dell’istituto della custodia cautelare da parte della magistratura: nella casa circondariale di Santa Caterina in Brana il 54 per cento dei detenuti è in attesa di giudizio definitivo, ben al di sopra della media nazionale del 42 per cento, a sua volta già ritenuta un’anomalia nell’ambito dei 47 paesi del Consiglio d’Europa, in cui la media è del 21,1 per cento.

A puntare il dito, ieri mattina a palazzo di giustizia, sono stati, in un incontro con la stampa, gli avvocati rappresentanti dell’Unione delle Camere penali italiane, della Camera penale di Pistoia e dell’Osservatorio carcere costituito nel loro ambito. Stimolo per la convocazione dei giornalisti è stato il no da parte del presidente del Tribunale alla richiesta di poter collocare nell’antico atrio affrescato di piazza Duomo lo striscione “Fate Presto”, creato nell’ambito dell’omonima mobilitazione scattata a livello nazionale contro il sovraffollamento nelle carceri: uno striscione lungo 5 metri, listato a lutto, che riporta, con un continuo aggiornamento, il numero dei morti e dei suicidi (rispettivamente 120 e 43) tra i detenuti italiani dall’inizio dell’anno dovuti alle disumane condizioni di vita che si celano dietro le sbarre.

Lo striscione avrebbe dovuto essere un modo per sensibilizzare su questo problema i cittadini pistoiesi in occasione della programmata visita, ieri mattina, dei rappresentanti dell’Osservatorio Carcere all’interno della nostra casa circondariale, ma il presidente del Tribunale Fabrizio Amato non ha concesso l’autorizzazione per la sua affissione.

«Si tratta di un manifesto di civiltà per sottolineare la drammaticità della situazione – spiega l’avvocato Ezio Menzione, componente della giunta dell’Unione camere penali italiane – ma la possibilità di esporlo nell’atrio ci è stata negata perché è vi stata vista una sorta di polemica anche nei confronti della magistratura che assolutamente non c’è. Se casomai c’è una controparte quella è il governo. Certo però, che quando stamani, nel corso della visita in carcere, ho appreso di quella percentuale del 54% di detenuti in attesa di giudizio, allora il sospetto che ci sia una responsabilità anche da parte della magistratura pistoiese ci è venuto in mente. Noi non ci avevamo neppure pensato, ma ora…».

Oltre all’avvocato Menzione, alla conferenza stampa convocata dopo il sopralluogo in carcere (programmato nell’ambito del tour a livello nazionale), erano presenti anche gli avvocati della Camera penale di Pistoia (il presidente Andrea Mitresi, il segretario Lorenzo Cerri e la consigliera, nonché rappresentante dell’Osservatorio Carcere, Cinzia Carradori) e l’avvocato Michele Passione, membro dell’Osservatorio e del direttivo della Camera penale di Firenze.

«Di fronte a questo 54 per cento – prosegue l’avvocato Menzione – c’è da pensare che a monte c’è qualcosa che non torna. Un uso eccessivo della custodia cautelare nonostante le norme indichino tale istituto come una extrema ratio. Se poi si accoppia questo dato con quello dei relativi titoli di reato (per la maggior parte rapina e reati contro il patrimonio) tale uso improprio appare evidente. E il carcere di Pistoia scoppia per questo uso improprio della custodia cautelareper i quali. Se riuscissimo a ridurre a un livello ragionevole questa percentuale il carcere di Pistoia si troverebbe ad ospitare meno di 100 detenuti, diventanto, nonostante i suoi limiti strutturali, quasi un carcere modello».

Lo striscione “Fate Presto” è stato affisso, dall’inizio della campagna di sensibilizzazione, in tutti i tribunali toccati dall’iniziativa portata avanti dalle Camere penali e dalle varie associazioni coinvolte, tra cui “Carcere possibile onlus”.

«Ci ha stupito la presa di posizione del presidente Amato, magistrato di notevole sensibilità – aggiunge l’avvocato Michele Passione – Nel negare il permesso, ci ha chiesto ulteriori delucidazioni, che oggi sono sul suo tavolo: vediamo cosa deciderà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa